L’Accademia della Crusca mi ha onorato condividendo questa mia immagine sulla sua pagina Facebook, mi sembra doveroso quindi fare una piccola lezione d’italiano.

Italiano ABC

A, AH, HA, che differenza c’è?
A, preposizione semplice che si fonde con gli articoli determinativi dando vita alle preposizioni articolate, davanti a una parola che comincia con vocale “a”, più raramente con le altre vocali, può assumere la forma eufonica di AD.

– A Maria piace la banana umana.
– AD Antonio piace sbrodolina, che non è la bambola.

A, potrebbe anche essere un complemento:

1) Di moto a luogo.
-Se vado A destra c’è una zizza, a sinistra un’altra zizza.

O con preposizione articolata ALL’ (A+L’)
– Andando ALL’orgia mi sono sentita discriminata, Maria ne prendeva di più.

2) Di stato in luogo.
– Quando scopo mi piace stare A lato.

3) Di distanza e di prossimità.
– L’ano è A quattro dita dalla passera.

4) Di tempo determinato.
– A Natale ti darò il mio pacco.

5) Di età.
– A quindici anni ho fatto l’amore per la prima volta, il sesso a sette.

6) Di pena.
– Ti condanno A morte per SNU SNU.

7) Di qualità.
– Sei una donna A pelo lungo.

8) Di termine.
– Maria? Una ragazza che la dà A tutti.

9) Di mezzo o strumento.
– Luca è un uomo che si è fatto A mano.

10) Di modo.
– Sbattere mia nonna è un sogno A occhi aperti.

11) Prezzo o misura.
– Te la faccio vedere A tre euro.

12) Predicativo del soggetto e dell’oggetto.
– Gianni fu eletto A presiedere l’ammucchiata.

13) Di causa o di fine.
– Ho fatto male A non ‘venire’.

14) Di destinazione, scopo e vantaggio.
– Quella Susanna è destinata A grandi porcate.

15) Di limitazione.
– Quanto A lei, depilerei almeno i capezzoli.

A, inoltre, viene impiegata per la formazione di diverse locuzioni: congiuntive, avverbiali, sostantivate, etc.
es.
– A costo di pagargliela oro, l’avrò.
– Rispetto A ieri non le puzza.

AH, invece è un’interiezione propria o primaria della lingua italiana. Rappresenta la parte del discorso dove si esprime un particolare atteggiamento emotivo del parlante.
– Ah! Se solo non avessi finito la vaselina.

HA, per concludere, non è altro che il verbo ausiliare AVERE.
– Lei HA una cosa gustosa.

Sta, sta’ o stà?
Come si scrive?

STA, senza apostrofo né accento, è la terza persona dell’indicativo presente del verbo “stare”.

Natasha STA bene con le gambe aperte.

‘STA, con apostrofo iniziale, è invece la forma ridotta dell’aggettivo dimostrativo QUESTA, ma potrebbe anche stare senza apostrofo.

‘STA peripatetica è assai vorace.

STA’, con l’apostrofo finale, è la seconda persona dell’imperativo del verbo STARE, quindi il troncamento di STAI.

Sta’ sveglia! Succhia! Oca!

Per quanto riguarda STÀ, con l’accento, è un ERRORE.
STA non si accenta MAI.

Written by SignorDistruggere
Vincenzo Maisto nasce a Salerno nel 1985. Dopo un'inutile laurea e una lunga serie di fallimenti personali, crea la pagina Facebook "Il Signor Distruggere".