Le cose belle prima o poi finiscono, oppure no? Eccoci qui a narrare gli eventi conclusivi del caso “Mamme Vegane contro l’invidia“. Dopo la sconcertante rivelazione della puntata precedente, dove si è scoperto che l’avvocatessa psicoterapeuta Cinzia non è mai esistita, le nostre eroine si trovano a dover affrontare i loro demoni. Mentre il numero delle componenti del gruppo ha iniziato un inarrestabile conto alla rovescia, l’amministratrice Elena ha pensato di metterci una pezza e chiudere la questione. Ma sarà dello stesso avviso il “direttivo” dell’associazione di animalare di cui ella è vertice?

Partiamo con la pezza:

pezza

Con questo post si è cercato di placare le acque, ma visti i commenti direi con scarso successo. Il gruppo non riconosce più in Elena una guida, questo perché, evidentemente, oltre a questo loro spazio virtuale esiste anche un’associazione vera e propria (così come ci racconta Vipera). Le riunioni di quest’associazione si svolgono a Roma, a rotazione, a casa delle iscritte. I temi trattati sono di indubbia utilità, tipo: le strategie migliori sul come gettare nel cassonetto tutti gli indumenti in pelle che vengono lasciati alla Caritas nei vari portoni, pianificare letali “blitz” all’interno dei supermercati nel reparto macelleria, insultare per strada tutte le persone con capi in pelle, insegnare l’arte dei ninnoli in latte materno alle altre neo-mamme (così da poter sfoggiare questi bijou alle serate più chic), etc etc…

Perché la Elena ha sbagliato? Perché non avrebbe dovuto mentire. Inoltre le menzogne sono risultate essere due: quella detta alle utenti circa Cinzia e quella detta alle utenti, in posta privata, sulla complicità del consiglio dell’associazione sulla strategia “Cinzia”. Pare che Elena abbia fatto tutto da sola, o quasi. Non era lei a scrivere i messaggi dell’avvocatessa, in quanto erano scritti in un italiano meno peggio del suo. Dietro la maschera c’era la sua figlia 14enne, pare.

ci manchi cinzia

Anche qui appare “Luciana“. Il nuovo pilastro del gruppo… meno analfabeta, più rigida, più cool. Pare essere anche una new entry all’interno del “Direttivo dell’associazione”, il Consiglio che Elena menzionò nella puntata 4 e che adesso dovrà deliberare su di lei e sul suo ruolo di guida. Non conosciamo i dettagli dello statuto (se mai redatto) dell’associazione, quello che sappiamo è che il direttivo è composto da:

Elena – Presidente e Amministratrice del gruppo segreto su Facebook.

Ornella – Adriana – Mariano (marito di Elena) – Lucrezia e Luciana.

1votazione

Ecco il post di Luciana in merito alla votazione finale. Normalmente (ma qui di normalità è arduo parlare) quando il presidente di un’associazione non ha più la maggioranza si decade e si vota per un nuovo direttivo. Normalmente. La signora Luciana menziona il conflitto d’interessi di Elena, ma non quello del marito Mariano. Però vabbè, cerchiamo di non essere troppo pignoli.

rotta

Interessante il ricatto-sgarro del “non invito tuo figlio alla festa di mio figlio se mi voti contro”, diciamo che Elena la prende con filosofia e con la maturità che l’ha sempre contraddistinta. Ma cosa avrà votato Adriana? Si sarà lasciata comprare? Qual è il destino finale del nostro amatissimo gruppo?

È questo il cliffhanger di fine stagione.

#ResistiVipera

 

ps.

Ma come?! Finisce così?! Ovviamente no. Io so cosa è accaduto, ma perché rovinare la sorpresa adesso, quando si potrà raccontare altro di questo gruppo con più materiale? Siamo a luglio e i post iniziavano a scarseggiare già a giugno. Lasciamole stare per un po’, regaliamo questa finta tregua e mettiamo da parte il materiale più interessante per una straordinaria stagione 2. I futuri avvisi avverranno sempre su Instagram insieme alle foto della mia idiota vita. Iscriversi è semplice. Gli iscritti alla newsletter avranno gli speciali (ci si iscrive compilando il form nella colonna a destra o a fondo pagina se ci si connette da smartphone).

Non perdere altro tempo e corri a leggere la prima puntata della stagione 2!

Written by SignorDistruggere
Vincenzo Maisto nasce a Salerno nel 1985. Dopo un'inutile laurea e una lunga serie di fallimenti personali, crea la pagina Facebook "Il Signor Distruggere".