Referendum costituzionale, qual è il voto giusto: sì o no? Mmm . Diciamo che non è semplice come argomento, ci sono però alcune realtà oggettive che andrebbero chiarite, bugie sia sul fronte del “Sì” che su quello del “No”. Le persone mediamente istruite già le conoscono, ma c’è una larga fetta di persone ignoranti che tornano sempre sulle stesse problematiche. Sempre. Argomenti idioti plurismentiti, ma sempre in voga da un elettorato specifico. Perché questo post? Perché la politica mi piace, la seguo e a qualcuno la mia opinione interessa. In genere la chiedono anche quelli che ce l’hanno diversa dalla mia, giusto per avere un confronto costruttivo. Poi ovviamente ci sono quelli che la pensano diversamente da me e che presumono di sminuirmi o offendermi dicendomi pensa a scrivere delle mamme pancine che fanno ridere, e io rispondo: pensa a leggerti quello, se sai recepire solo quello. Dal 2011 questo carillon è diventato quasi ballabile. Inoltre i miei altri post politici hanno sempre riscosso un buon successo, quindi scriverò anche questa volta.

Il Porcellum è stato dichiarato incostituzionale, quindi anche il Parlamento è incostituzionale. Un Parlamento incostituzionale non può permettersi di modificare la Costituzione.

La Corte Costituzionale bocciò parzialmente la legge Calderoli (Porcellum), ma non ha mai delegittimato il Parlamento, che, anzi, ha tutti i suoi poteri essendo stato eletto democraticamente con la legge disponibile che era in vigore al tempo. Ma comunque, ammesso che quello di oggi sia un Parlamento illegittimo, non si andrebbe ugualmente da nessuna parte. Questo vorrebbe dire che anche Mattarella è illegittimo e anche i due mandati di Napolitano erano illegittimi, lo sono tutte le leggi degli ultimi 10 anni, lo è la Corte Costituzionale essendo formata da giudici scelti sia dal Parlamento che dal Presidente della Repubblica e lo sarebbe, ovviamente, anche il Governo. Quindi? Che vogliamo fare? Anche l’ipotetica nuova legge elettorale da votare dopo la vittoria del “no” sarebbe illegittima, e anche la sentenza della corte che smonta il Porcellum! Se lo è la Corte, illegittima, lo saranno anche le sue decisioni. Ma sei serio?

Dopo questo esempio agli umanoidi serve in genere un bicchiere d’acqua.

Un Governo non eletto dal popolo non può cambiare la Costituzione

Questo è proprio il punto di non ritorno quando, in una discussione, comprendo di avere a che fare con un idiota. NESSUN GOVERNO della nostra Repubblica è stato mai “eletto dal popolo”, nessuno. Il popolo vota esclusivamente per il Parlamento, quest’ultimo elegge il Presidente della Repubblica che a sua volta nomina il Presidente del Consiglio e, su indicazione di questo, i ministri. Il Parlamento, con le sue due camere, dà la Fiducia al Governo. Fine. Il fatto che Berlusconi per vent’anni abbia personalizzato le elezioni politiche con il suo cognome ovunque, non significa che il popolo, votando il suo partito, automaticamente, votasse per il suo Governo. Forza Italia poteva tranquillamente vincere le elezioni e poi il Governo lo si affidava a Pamela Prati, se il Parlamento le avesse dato la Fiducia. E già la vedo chiamare un taxi alla prima votazione contro.

Eh ma questa è una novità degli ultimi anni con Monti, Letta e Renzi…

Un’altra stronzata. Vuoi sapere quanti ce ne sono stati di governi, nei soli anni ’90, che non sono passati per le elezioni politiche? Cinque: Andreotti 1991, Ciampi 1993, Dini 1995, D’Alema 1998 e Amato 2000. Ma perché, al tempo, nessuno rompeva il cazzo su questo argomento? PERCHE’ solo oggi?

La Costituzione è una cosa seria e non può essere cambiata in quattro e quattr’otto.

A parte che la Riforma Renzi-Boschi è stata messa su quasi tre anni fa. È stata votata svariate volte, con modifiche sia dal Senato che dalla Camera ed è arrivata qui oggi per il referendum costituzionale confermativo. Ma lo sapete quando è stata cambiata la Costituzione l’ultima volta? Durante il Governo Monti, manco quattro anni fa, modificando quattro articoli per inserirvi dentro il pareggio di bilancio. Quasi nessuno lo sa, perché si fece tutto in soli sei mesi e non ci fu bisogno del referendum, poiché il Parlamento la approvò a larghissima maggioranza. Sei mesi.

La Riforma “complica” la Costituzione. Un articolo che prima era di nove parole adesso è di 438. Cit. Marco Travaglio.

Travaglio fa questo esempio sull’articolo che spiega i poteri della Camera e del Senato, hai ragione caro mio, ma se prima devi spiegare cosa fanno due cose con una frase tipo Camera e Senato fanno tutte e due la stessa cosa (La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Art.70), è ovvio che ti bastano nove parole. Cioè mi pare proprio un’ovvietà ridicola. Se invece devi entrare nel merito e spiegare due cose con poteri diversi ehh serve qualche parolina in più. Un conto è se in casa ho due cessi, un altro è se ho una cucina e un bagno. Per spiegare il funzionamento di queste due stanze, nel mio regolamento di casa, immagino che dovrò usare parole diverse. Ho due cessi dove ci si lava e si evacua vs Ho un cesso dove ci salva e si evacua, poi ho una cucina dove si mangia, si cucina, si accarezza il bimby, si rischia la vita con un coltello e la Nutella, etc etc per 438 parole.

I nuovi senatori saranno a costo zero. Cit. Matteo Renzi

Non credo proprio. Magari non prenderanno lo stipendio, ma stiamo parlando di sindaci e consiglieri regionali che ogni settimana dovranno andare a Roma a fare i senatori, con quali soldi ci andranno? Dove dormiranno? Cosa mangeranno? Pagano tutto di tasca propria? Questo Senato sarà deserto allora. Non ci prendiamo per i fondelli. Non avranno portaborse? Un segretario? Faranno tutto da soli?

Non è vero che con la nuova Riforma viene meno il ping-pong Camera/Senato. Cit. Marco Travaglio.

Non è vero. Il Senato potrà esaminare tutte le leggi e potrà inviare le sue proposte di modifica alla Camera, ma quest’ultima non sarà obbligata a prenderle in considerazione (come invece avviene oggi). Quindi è un ping-chissenefrega-pong. È questo fatto che rende più veloce l’iter legislativo, perché quando il Senato propone modifiche e la Camera se ne sbatte, non ci sarà un’altra votazione, è finita lì. Facciamo un esempio concreto, facciamo finta che questa modifica della Costituzione sia già valida oggi con questa Legislatura in corso. Renzi starebbe ancora a Firenze a fare il sindaco e al Governo ci sarebbe Bersani. Il fatto che il PD non ha, attualmente, la maggioranza al Senato sarebbe stato poco importante, visto che tra le altre cose non avrebbe dovuto dare la Fiducia al Governo. La Camera approva la legge Cirinnà e la invia al Senato, lì i cattolici, quelli che vanno a trans, vogliono però togliere la stepchild adoption e inviano quindi la modifica alla Camera. La Camera fa il gesto dell’ombrello (a maggioranza assoluta). Legge approvata in 70 giorni con l’adozione del figlio del partner.

La Riforma in merito alle leggi di iniziativa popolare inasprisce il numero delle firme necessarie, da 50.000 a 150.000.

È vero, ma quelle 50.000 firme si riferiscono ai dati demografici del dopoguerra quando fu fatta la Costituzione… dopo 70 anni siamo cresciuti un po’ eh. 150.000 firme per un argomento serio come può essere l’eutanasia o il testamento biologico le si trovano. Inoltre mentre prima si raccoglievano le 50.000 firme e poi una volta arrivate alla Camera finivano nel distruggi documenti, adesso ci sarà l’obbligo di discussione della proposta di legge in Parlamento. Non potranno più essere ignorate.

Grazie alla Riforma ci sarà un notevole risparmio grazie all’eliminazione delle Province.

Mah, insomma. Non è che i dipendenti e i politici che lavorano nelle province finiranno a fare i frati trappisti. Li si piazzerà altrove, in qualche altro ente, a spese sempre nostre.

Una legge costituzionale deve essere largamente condivisa dal Parlamento e questa ha dalla sua solo la maggioranza di Governo.

La Riforma fu votata anche da Forza Italia nelle prime letture. Poi l’accordo tra Berlusconi e Renzi sul Presidente della Repubblica cadde e Forza Italia (Silvio) decise di non votare più per ripicca. Perché comunque Berlusconi ha 90 anni anagraficamente e 3 cerebrali. I dispetti dell’asilo.

Non potremo più votare i senatori.

Tu i senatori non li voti con le preferenze da tre Legislature, da dieci anni, per via della legge Calderoli. E ancora non esiste la legge che disciplinerà l’elezione del Senato, Renzi dice che verrà approvata subito dopo il “Sì” al referendum, questo perché non è possibile creare una legge su una modifica costituzionale che ancora non esiste. L’altro giorno Renzi ha fatto vedere un facsimile di una scheda elettorale del futuro ipotetico Senato. Votando il proprio consiglio regionale con le preferenze, si potrà indicare anche quale consigliere inviare in Senato. Non sappiamo se poi sarà realmente così, ma tant’è. Premesso che le preferenze non sono poi così indicative di garanzia e onestà, non solo perché tutti si lamentano di questi consiglieri regionali che andranno in Senato dipingendoli come dei mafiosi, dimenticando che questi signori in poltrona ce li hanno mandati comunque loro (noi) scegliendoli, ma il voto di scambio esiste principalmente quando esistono le preferenze. Fai una foto alla scheda in cabina con il mio nome e avrai 10 euro. Ne avrò sentite milioni di storie così. Quindi garanzia di che? Le liste bloccate manco sono garanzia di onestà ovviamente, ma non è che un metodo è la merda e l’altro sono le rose, sono entrambi merda.

Se vince il No falliranno alcune banche

Non vedo perché dovrebbero fallire le banche lasciando la situazione come è adesso. Questo richiamo all’apocalisse, suggerito dai sostenitori del “Sì”, è paradossale ed è un allarmismo inutile.

Non è vero che il bicameralismo perfetto non funziona. La legge Fornero e il lodo Alfano furono approvati in un mese.

È vero? Nì. Gli esempi sono scelti di proposito da sostenitori del No.

Per quanto riguarda la legge Fornero, l’Italia era a un passo dal fallimento, tutti i provvedimenti di Monti furono votati da quasi tutti i partiti tranne la Lega Nord e L’Italia dei Valori. È ovvio che se hai un’opposizione pari al nulla tutto viaggi più spedito. Ma non è una regola, era una condizione eccezionale. Per quanto riguarda il lodo Alfano, non so se si ricordano tutte le leggi che Berlusconi fece per i suoi interessi. Avendo, all’epoca, una forte maggioranza in entrambe le camere, poteva far passare quel che voleva. Anche perché o si faceva in quel modo o per i suoi alleati erano cazzi. Abbiamo un Parlamento che ha votato Ruby nipote di Mubarak… ci vogliamo sorprendere? Adesso però le cose sono diverse e le ultime politiche lo hanno dimostrato, abbiamo un elettorato diviso in 4 parti, il 25% non vota, il 25% vota PD, il 25% vota M5S e il 25% il centro destra.

Io voto No perché i soggetti che si sono espressi per il Sì mi fanno orrore (e viceversa).

I soggetti da mandare in esilio in Antartide ci sono sia per il fronte del No, che per quello del Sì. De Luca per il sì, Forza Nuova (che teme l’autoritarismo!) per il No… Giuliano Ferrara per il Sì, Salvini per il No… Ma guardiamo le persone per bene che votano sia per il Sì che per il No. I fenomeni circensi non ci dovrebbero interessare.

La Riforma darà più poteri al Governo e ci porterà a una deriva autoritaria.

Renzi dice di non aver toccato gli articoli della Costituzione che parlano del Presidente del Consiglio, questo è vero, ma questo non significa che il Governo non sarà più forte. Sarà un Governo insfiduciabile, vista la maggioranza parlamentare che avrà la Camera grazie all’Italicum (legge scritta insieme alla Riforma Costituzionale, decise entrambe con il Patto del Nazareno) e in 70 giorni potrà far approvare qualsiasi cosa. Ho fatto prima l’esempio della legge Cirinnà, perché ritengo che sia vista di buon occhio da chi mi segue o almeno spero di conoscere il mio pubblico. E se volessero cambiarla in peggio? Imponendo la gonna a uno dei due gay della coppia? Se le elezioni le vincesse Salvini e ci creasse in 70 giorni una legge che impone una tassa a quelli che non parlano veneto stretto? Le rivince Berlusconi e se ne inventa un’altra ad personam? Le vince il M5S, con la Taverna come ministro della salute (!), e ti appioppa Stamina prescrivibile e mutuabile? Renzi che si sposa la Lorenzin e ci impone il fertility day tutti i giorni e noi lì a scopare come ricci? Le opposizioni non potrebbero far nulla, il Senato per le leggi ordinarie varrà come il re di cuori a briscola e per cinque anni si vivrebbe un incubo (forse tranne per la roba sulle scopate). Ovviamente ho fatto esempi ridicoli, giusto per evitare quelli gravi. Quindi sì, la deriva autoritaria è una possibilità. “Eh, ma se così fosse basterà ricordarsene al prossimo turno elettorale e non votare più per chi sbaglia”, già, peccato che in quei cinque anni si potrebbe anche fallire, se il Governo in carica facesse scelte del cappero. “Ma c’è sempre il Presidente della Repubblica che può sciogliere le camere in quel caso”, questo è sempre da vedere, Mattarella non è un dittatore e se un Governo ha la Fiducia dal Parlamento non è che più di tanto può fare molto. Ovviamente, comunque, dipende dal caso.

Perché Renzi non ha eliminato completamente il Senato, le immunità parlamentari, gli stipendi, etc etc…

Argomento populista, ma rispondiamo lo stesso. Renzi non è il re e non può decidere su tutto. Una riforma costituzionale che toglie tutto alla classe politica se la votava solo lui. Per quanto riguarda le immunità parlamentari, l’unico Stato che le vuole togliere è la Turchia. Diciamo che non è proprio sinonimo di trasparenza e civiltà, visti i recenti comportamenti del loro presidente. Inoltre non è che se vince il “no” questa immunità sparisce, resta e anche a più persone rispetto a quel che accadrebbe se vincesse il sì.

La stampa di regime è tutta a favore del “Sì”.

Veramente l’unico giornale ad aver palesato una preferenza è stato proprio Il Fatto Quotidiano, cambiando anche immagine su Facebook, per il No. Io quando mi devo informare su un fatto di cronaca leggo un giornale qualsiasi, quando invece voglio saperne di più su un fatto politico leggo la stessa notizia su tre giornali diversi, così si deve fare. Il Fatto Quotidiano, che in origine doveva essere quello sobrio, è diventato, nel tempo, il più fazioso di tutti. Un rapido esempio può riguardare la campagna elettorale di De Luca per le regionali. Il Fatto per MESI ci ha tediato con i due processi di De Luca con titoli a caratteri cubitali, la legge Severino, la lista della Bindi degli impresentabili, etc etc. Dopo manco 10 mesi dall’elezione, non solo De Luca è stato assolto dalla condanna che aveva rendendo nulla la legge Severino, ma nel processo citato dalla Bindi, quello per cui rinunciò alla prescrizione e che durava da 16 anni, il PM ne ha chiesto l’archiviazione (l’assoluzione è arrivata questo settembre). Avete letto qualche titolone sul Fatto in merito? Forse un paragrafetto dopo l’oroscopo? (battuta). Quindi di che stiamo parlando? Prendete i giornali con le pinze, sempre e tutti. Ho fatto l’esempio di De Luca, ma ne potrei fare altri mille e con nomi diversi e partiti diversi.

Il Senato per come diventerà non sarà più lo specchio democratico dell’Italia.

Ritengo sia vero. Renzi, ovviamente, ha concepito la Riforma anche per gli interessi del PD. Nel nuovo Senato, a prescindere da chi vincerà le elezioni politiche, la maggioranza sarà sempre del PD o quasi. Questo perché il PD è maggiormente insinuato negli enti locali, nei comuni e nei consigli regionali, il M5S no. Quindi, anche se magari prenderanno una percentuale simile di voti, sempre intorno al 25% sul piano nazionale, i senatori grillini saranno poche decine e questo non è democratico.

Votando “no” si manda Renzi a casa

È, a parer mio, uno scenario assai improbabile. Non solo perché il risultato referendario potrebbe semplicemente essere ignorato, ma anche nell’ipotesi in cui Renzi possa dimettersi andando al Quirinale, Mattarella scioglierebbe le camere come ultima spiaggia. Partirebbero le consultazioni e in Parlamento, Renzi, ha ancora la maggioranza e quindi la Fiducia. Ci sarebbe nella peggiore delle ipotesi un governo Renzi II. Così come nel corso di una stessa Legislatura ci fu un D’Alema II, Andreotti II, etc. Ritengo improbabile anche un “governo tecnico”. Ma chi vivrà vedrà.

Si voterà alle politiche nel 2018 secondo te?

Non credo. Dubito che si arriverà a far scadere naturalmente la Legislatura. Alfano alle politiche non si potrà candidare di certo con il PD di Renzi, lo avrà come avversario. Ergo, non può dividere con lui il tavolo del Consiglio dei Ministri fino alla fine in un idillio. Ci sarà un qualche disaccordo, organizzato a tavolino, qualche mese prima. Così da poter insultare la nostra intelligenza, durante tutta la campagna elettorale, sentendoci dire che il governo Renzi ha fatto cagare.

Si deve votare No per poi iniziare un nuovo iter per una nuova Riforma costituzionale.

Sì, auguri. Ma se non sono d’accordo su niente. È ovvio che questa Riforma è già un compromesso. Immaginare che i partiti che votano contro si andranno a mettere insieme per una nuova proposta di cambiamento è assolutamente ridicolo. Grillo e Berlusconi allo stesso tavolo?

Qual è quindi il voto giusto? È il voto consapevole. Io il mese scorso sono stato molto criticato per quest’idea che vi illustro in quest’immagine.

scheda-distruggere

Ci si esprime sulla Costituzione, non su una cazzata. Non credo sia così assurdo pretendere che l’elettore conosca un minimo fondamento della materia su cui desidera votare. Visto che il suo voto può essere determinante. Il suffragio universale è stata una dura conquista, ma una conquista ancora maggiore è l’istruzione e il desiderio di conoscere. Senza queste ultime, il suffragio universale è una scimmia con in mano un revolver.

Ovviamente desidero commenti costruttivi e sono pronto a rettificare qualunque punto, non sono infallibile, anche se ovviamente non mi basterà un sbagli perché la gggente dice diverso!!11! Se poi la pensi come me condividi il post.

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Written by SignorDistruggere
Vincenzo Maisto nasce a Salerno nel 1985. Dopo un'inutile laurea e una lunga serie di fallimenti personali, crea la pagina Facebook "Il Signor Distruggere".