Io vivo per i film horror. Negli anni novanta, il martedì sera dopo il festivalbar, dovevo stare incollato su Italia1, dove andava in onda Notte Horror. Tutto ciò a dieci anni. Il bollino rosso per i bambini non era ancora stato inventato, quindi per i miei era tutt’ok. Immaginate quindi il mio entusiasmo quando ho saputo, pochi mesi fa, che sarebbe uscito al cinema un nuovo film su La Mummia (dopo il quasi comico del ’99). Poi però nel trailer ho visto Tom Cruise e l’entusiasmo è andato un po’ scemando, perché ho quindi pensato che il film fosse autobiografico e che intendessero lui come “una mummia”. Mi sbagliavo.

Francamente l’intero film può essere riassunto in una frase: è un Mission Impossible con come antagonista una mummia. Fine. Ma davvero eh. Lui poi inadatto al massimo. Tom Cruise va per i 60 anni e gli affidano ancora i ruoli da trentenne, con dialoghi al limite del ridicolo. In una scena Russell Crowe gli dice qualcosa tipo “tu sei ancora giovane”, mah. Certo, non li dimostra sessant’anni, ma non ne dimostra manco trenta. Lui bello stagionato, mentre le due donne protagoniste, la pseudo archeologa e la mummia, entrambe trentenni. La Zanicchi e la Venier avevano da fare? Qualcuno le ha almeno provinate? Che facciamo qui a chi figlio e a chi figliastro? Ahh che pazienza.

Iniziamo ora la parte spoiler, quindi se non ne volete fermatevi qui.

Ethan Hunt… ops, Nick Morton è un tombarolo che compie gesti folli e pericolosi, con un compare, per entrare in possesso di manufatti antichi da rivendere. I due si imbattono in un villaggio in Iraq, sotto il quale trovano la tomba di questa principessa egiziana immersa nel mercurio. Tanto mercurio da riempire una piscina, ma loro però sono belli, vispi e vigili. Il mercurio è un veleno anche solo inalandolo, ma a loro non fa alcun effetto… però non badiamo a questi dettagli.

Tanto per dire una cosa in tema: la tomba in Cina dell’imperatore Qin a Xi’an, il megalomane dell’esercito di terracotta, è ancora inviolata per via del mercurio. Potremmo mandarci Cruise a recuperare i reperti, visto che è così semplice.

I nostri eroi imballano il sarcofago e se lo portano via. La protagonista femminile, tale Jenny Halsey, mentre il sarcofago viene portato sull’aereo dice ai tecnici “attenzione, ha più di 5000 anni…“. Manco cinque minuti prima l’avevano trasportato in elicottero appeso a un cavo in balia di tutte le intemperie, roba che manco quelli del Montenegro quando portano in salvo l’antico vaso, adesso ti metti a rompere il cazzo mentre lo collocano in una camera pressurizzata?

La mummia, durante il volo, decide di far cadere l’aereo, regalandoci quindi una memorabile scena alla Mission Impossible. Morton dall’impatto ne esce illeso, salvato dalla mummia stessa. Questo perché il protagonista gli ricorda un suo amante trentenne di 5000 anni prima, la mummia evidentemente ha le cataratte. Lui e la Jenny scappano inseguiti da miss putrefazione, poiché il suo scopo è quello di uccidere Morton mediante un pugnale magico, facendo così entrare nel suo corpo Seth, il diavolo egiziano.

Arriviamo alla parte più ridicola di tutto il film (per me): quella del personaggio di Russell Crowe. Si presenta “Salve, sono il dottor Jekyll.” E io lì ho pensato “ah però che simpatici, hanno fatto la citazione a Dr Jekyll e Mr Hide”. E invece no, non è nessuna citazione. È proprio quel dottor Jekyll. Cosa c’entra con La Mummia? Boh. Io capisco che il desidero di base sia quello di creare un universo dark dei mostri famosi, così come hanno fatto per gli eroi la Marvel e la DC Comics, ma un minimo di criterio! Mettiamoci pure Dracula e Ursula della sirenetta allora.

Arriviamo alla parte peggiore: il finale.

Jenny viene uccisa dalla mummia, allora Morton, per salvarla, si sacrifica facendo entrare dentro di lui Seth, così da riportarla in vita. La mummia viene poi subito sconfitta, da questo nuovo dio in terra, e il film si chiude con questo nuovo pseudo eroe. Suggerendo che sarà il protagonista di una saga di film sui mostri con lui come sterminatore. Seth è un dio cattivo e crudele, ma cazzo, se entra nel corpo di uno sfessato qualunque diventa un agnellino. Logico. Capito anche il perché del cognome “Morton”, che spigliati questi sceneggiatori di Hollywood.

Il pericolo di vedere altri film sullo stesso filo pare comunque scampato, gli incassi stanno facendo cagare e la critica l’ha distrutto peggio di me. Ci avete rovinato il “mostro” mummia, gli altri preserviamoli.

Film lento, noioso, a tratti ridicolo e totalmente inutile.

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Written by SignorDistruggere
Vincenzo Maisto nasce a Salerno nel 1985. Dopo un'inutile laurea e una lunga serie di fallimenti personali, crea la pagina Facebook "Il Signor Distruggere".