Ci sono cose destinate al dimenticatoio, mentre altre devono restare impresse nei nostri cuori. È il caso della (quasi)pancina della settimana. La signora Giada, che su una rinomata pagina di consigli e aiuti tra mamme ha chiesto un parere su una sua situazione familiare chiedendone l’anonimato. Anonimato che non le è stato totalmente concesso dalla prosaica amministratrice, che con le sue doti intellettive da colla UHU, copia tutto quello che le arriva in posta e lo spara sulla sua pagina senza, ovviamente, manco leggere. Ed è quindi nato il caso di Giada da Melfi.

Ehh queste epicità erano all’ordine del giorno con la nostra amata saga delle Mamme Vegane contro l’Invidia, se te la sei persa (dopo) clicca qui.

Allora, tornando a noi, ecco il messaggio che è stato pubblicato l’altro giorno sulla pagina della pancine.

La cosa divertente è che la signora Giada commentando questo post, su una pagina Facebook pubblica, lo ha praticamente servito a tutta la sua bacheca di amicizie. Infatti su Facebook, se commentate, che ne so, un articolo di Repubblica o un post della mia pagina, questo viene poi visualizzato dai vostri amici. Funziona così.

Successivamente qualche buontempone ha pensato bene di modificare la pagina Wikipedia di Melfi.


Vincendo il premio “cattiveria 2017” (da me agognato). Ammetto che si stava iniziando a esagerare e quindi niente, decisi di chiuderla lì. Fino ad oggi, quando la signora Giada mi scrive in posta.

Qui eravamo rimasti su Twitter, dove, sul mio profilo, ho pubblicato questo primo tassello intimidatorio. A questo seguì la mia risposta.

L’audio inviato è possibile ascoltarlo cliccando QUI.

 

E qui finisce questa nuova puntata di “I Temibili avversari della pagina”. Alla prossima emozionante vicenda!

Written by SignorDistruggere
Vincenzo Maisto nasce a Salerno nel 1985. Dopo un'inutile laurea e una lunga serie di fallimenti personali, crea la pagina Facebook "Il Signor Distruggere".