MAMME VEGANE CONTRO L’INVIDIA 4: IL TRANELLO

Sono imperdonabile. Durate i miei quattro giorni a Torino, per via del Salone del Libro, vi ho tenuti all’oscuro di questi sconcertanti sviluppi. Purtroppo sono stato ospite in una casa sprovvista del collegamento a Internet, inoltre al Salone ci stavo dalle 9:00 alle 20:00. Diciamo che la voglia di aggiornare il blog era assente. Torniamo però subito in tema e adesso concentriamoci su cose più elettrizzanti.

Nel nostro gruppo segreto preferito di Facebook c’è stata una svolta. Forse è stata tesa una mano nei confronti di Vipera, ma ella è diffidente. Ha capito subito che l’amministratrice Elena vuole solo tenderle un tranello.

lucre

Pare comunque evidente che questa signora abbia avuto modo di vedere questa mia foto privata. Ahimè, però, io non gestisco la pagina con Piper. Qualora invece ci si riferisse alla Moderatrice Milena… è comunque in errore, in quanto il “moderatore” modera, “l’amministratore” amministra.

Vipera non ha ceduto e non si è ancora rivelata, anche se l’amministratrice Elena ha già escogitato una nuova strategia. Pare che stia contattando tutte le iscritte a quel gruppo chiedendo a ognuna di esse come valutano l’esperienza “vegan” e il gruppo in generale. Di questi messaggi non è possibile condividerne gli screenshot, in quanto potrebbero essere diversi da persona a persona (anche se dubito la Elena sia tanto sveglia). L’importante, comunque, resta il concetto. Non è chiaro quante speranze possa avere di sentirsi dire una confessione in privato, ma non ha importanza. Un po’ come il visto per gli Stati Uniti dove ti si chiede se hai parenti nelle SS o se hai risentimenti verso gli USA. Questo perché, ovviamente, se io volessi farmi esplodere a Times Square lo andrei a confessare sulla richiesta di visto per entrare nel Paese. Gli americani sono delle volpi.

Nel gruppo, intanto, un’altra mamma ha esposto una vicenda. Il piccolo Tobi e l’espediente educativo.

manichino

In merito a questa grottesca storia (da servizi sociali) è emerso che si trattava di una burla, in quanto la signora in questione pare non abbia neanche figli ed era un altro elemento di disturbo non coadiuvato da me. Un troll di cui il gruppo si è liberato.

Ancora troppe domande però asserragliano la nostra mente: quali sviluppi avrà avuto l’indagine dello zio maresciallo? Cosa avrà percepito la sensitiva in merito a questa vicenda?

Queste e altre domande troveranno risposta solo nel tempo. E noi di tempo ne abbiamo.

Una cosa però è certa, il nostro motto da condividere:

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15 pensieri riguardo “MAMME VEGANE CONTRO L’INVIDIA 4: IL TRANELLO”

  1. Secondo me Tobi si è già assuefatto allo xanax. Invece la vera domanda è quando scoprirà che la causa di tutte le sue angosce, paure, psicosi, ansie è la amorevolissima madre, quale sarà la prima cosa che gli verrà in mente di fare?…

  2. C’è un altra grande domanda, come stanno le povere processionarie che salivano sull’albero? Le nostre eroine sono riuscite a salvarle?

    1. Anche.
      Sono troppe le domande che aspettano risposte e la mia mente “semplice” non riesce a stare dietro a tutti quei deliri. Sono triste.

  3. Ma in questi casi si possono chiamare legalmente gli assistenti sociali?
    Parlando seriamente, non è maltrattamento nei confronti di minore?

    1. Si tratta di abuso su minore. In questo caso abuso psicologico. Il problema è che la segnalazione non si può fare così alla carlona, e quindi o lavori per associazioni o organizzazioni che nei proprio protocolli possono segnalare questi abusi in maniera informale per avviare indagini, oppure tu privato cittadino se non hai assistito, o non sei coinvolto direttamente nella situazione di abuso (visto che qui parliamo anche di un post su un gruppo privato) non puoi segnalare nulla.

  4. Ma il signore che vive nel corridoio è vegano?? Perché se no non può mica starci eh!

  5. avremo notizie tenedo d’occhio i post che parlano di vittime dei bruchi pelosi. poi dicono che i pan di stelle sono pericolosi! io vigilerei quelli piùttosto!

  6. Con un anno di ritardo (aò, ho letto ora queste storie meravigliose 😛 ) devo farti un appunto: le domande apparentemente sceme che fanno gli americani (a me hanno fatto compilare un modulo in aereo in cui mi chiedevano se sono o sono stato affiliato al partito nazionalsocialista tedesco… fai te…) hanno un senso: farti dichiarare qualcosa. Così se poi lo disattendi hanno un’arma in più: la tua dichiarazione mendace (che visto il loro sistema legale, parecchio diverso dal nostro, è molto utile a impedirti qualunque tipo di via d’uscita, anche se hai l’avvocato migliore degli USA). Pare una cazzata (in Italia non credo servirebbe a molto) ma li ha un suo perchè.

    1. Se poi lo disattendi intendi se poi ti riveli essere un terrorista filo nazista che si fa esplodere a time square che possono fare? Darti del bugiardo?
      Scusa il sarcasmo ma proprio non capisco cosa intendi.
      E comunque il sistema legale americano è quello che permette a persone come robert durst di farla franca, se puoi permetterti le tariffe orarie di certi avvocati puoi sempre trovare una via d’uscita! Non che il nostro sia tanto meglio con le sue lungaggini…

  7. Da madre , da insegnante e da essere umano spero vivamente che la signora che ha allestito il manichino in corridoio per convincere TOBY a dormire in camera sua sia un troll e che non abbia figli

  8. Da madre , da insegnante e da essere umano spero vivamente che la signora che ha allestito il manichino con la maschera di halloween in corridoio per convincere TOBI a dormire in camera sua sia un troll e che non abbia figli.

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