LA SINDROME DI ROBIN HOOD POST TERREMOTO

Siamo appena al giorno due, ma la quantità di idiozie che sta girando sui social network è davvero imbarazzante. Ieri, a poche ore dal disastro, abbiamo avuto il genio che si è fatto il selfie in mezzo alle macerie, la vip che in una posa seducente/plastica ci ha spiegato come posizionarsi sotto a un architrave di una porta durante una scossa, i fanatici cattolici che riconducono tutto a una punizione divina per via della legge Cirinnà, etc etc… il vaso è colmo.

Un altro fenomeno da analizzare, che puntualmente si manifesta dopo ogni catastrofe, è la sindrome di Robin Hood che infetta l’analfabeta funzionale medio. Di cosa si tratta?

Il primo caso celebre è datato 2014. La casa del Grande Fratello andò a fuoco e venne ricostruita in tempi record per poter permettere al programma televisivo di andare comunque in onda. Il commento tipo di un infetto sulla notizia all’epoca fu “con tutta la gente che non ha una casa per via del terremoto, i soldi per quella del gf sono usciti subito, vergogna!

Il Grande Fratello è di proprietà della Endemol, che è una società privata, e viene trasmesso da Mediaset che è un’altra società privata. Per quale motivo le case ai terremotati avrebbe dovuto costruirle il signor Endemol con i suoi soldi? Visto che, sebbene il programma televisivo faccia pena, dà lavoro a centinaia di famiglie tra Roma e Milano? I cittadini italiani pagano le tasse affinché ci sia lo Stato a risolvere questo tipo di problemi, le tasse che pago io, che paghi tu e che paga il signor Endemol. Poi è ovvio che sul personale ognuno, in base alla propria coscienza, aiuta il prossimo in proporzione alla propria ricchezza. Ma non è che il Governo può, o deve, prendere questi soldi dai privati. Manco nella Germania Est di 30 anni fa (battuta). La casa la ricostruirono in un mese? L’hanno fatto con i loro soldi, non con quelli pubblici. Così come io con i miei soldi posso fare quello che voglio.

Oggi abbiamo purtroppo la tragedia del centro Italia. Giorgia Meloni se ne esce con “I soldi del superenalotto Renzi li dia ai terremotati” o comunque una frase simile. Giorgia Meloni sa benissimo che Renzi non ha alcun potere sui soldi del jackpot, però lei fa il suo mestiere, perché comunque il suo elettorato è come quello di Salvini: si beve tutto e la sindrome di Robin Hood lì trova proprio terreno fertile. Mi meraviglio come non sia ancora stata data tutta la colpa alla Boldrini.

Sono quindi partite le catene di sant’Antonio su Facebook sull’argomento con l’appunto “non condividere, copia e incolla!”… e già da qui si dovrebbe arrivare a capire che è una cagata. Ma ok.

Il superenalotto è di proprietà della SISAL che è una società per azioni PRIVATA. Né Renzi, né il Governo, né il Presidente della Repubblica, hanno potere sui soldi della Sisal. Azienda che, tra le altre cose, paga tasse come nessun altro. Nel 2008, ad esempio, lo Stato si è preso oltre 700 milioni di euro di tasse. Inoltre, sempre la Sisal, dà lavoro in Italia a migliaia di famiglie. In tutto il Paese ci sono 45.000 punti. In ogni città ci sono i punti vendita e i rivenditori autorizzati, ma di cosa stiamo parlando? Deve darli la Sisal e perché non Ferrero, Prada o il negozio di mio padre?

Avrebbe più senso fare un appello al fortunato vincitore del premio… (poi li vorrei vedere questi signori con il biglietto vincente a donare tutto per la ricostruzione, certo certo).

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8 pensieri riguardo “LA SINDROME DI ROBIN HOOD POST TERREMOTO”

  1. Certo, il superenalotto, perché se tutti loro signori parlamentari per 5-6 mesi tagliassero i rimborsi e andassero avanti solo col proprio misero stipendio, morirebbero di fame poverini 🙁

  2. Non c’è da stupirsi. In Italia sono tutti comunisti col portafogli altrui ed anche io tengo la borsetta coi contanti stretta stretta alla mia destra, nonostante i rimasugli utopici del comunismo che ancora porto nascosti nelle tasche, per nostalgia.
    Il problema vero però è l’inconsapevolezza, la convinzione di essere nel giusto, di essere delle specie di divinità della giustizia non riconosciute chissà per quale losco complotto.
    È l’istruzione il problema, per Dio! Basterebbero un po’ di senso critico e due, massimo tre nozioni di economia politica per sconfiggere la sindrome di Robin Hood.

  3. se tutti i parlamentari si tagliassero lo stipendio a zero per un anno, FORSE ci si potrebbe tirare su un palazzo, non credo di più, quindi, se non si sparassero stronzate su qualche migliaio di euro di stipendi, il risparmio in carta stampata e spazi online, probabilmente il risparmio sarebbe confrontabile.

    1. *nella fretta ho fatto qualche errore nella formulazione del messaggio, sarebbe comodo un tasto per editare i propri commenti

      1. Ah si certo, quindi se per esempio, i senatori, che sono 315, dovessero tagliarsi il loro stipendio annuo, che è di circa 80000, più o meno, ci si costruirebbe un solo palazzo? Con circa 25.000.000 di euro..? Costosetto caspita

  4. A parlare sono tutti bravi, anche io se avessi la possibilità aiuterei prima i miei cari a sistemarsi e poi gli altri…

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