IL CASO SU ASIA ARGENTO

Su Twitter ho manifestato solidarietà verso Asia Argento, non riesco a a immaginare alcuna ragione valida per sentirsi autorizzati a definire una donna come una troia o una zoccola. Partendo da questa premessina, visto che generalmente non mi interesso di “cronaca/gossip”, ho indagato per cercare di capire perché si sia arrivati a questo. Asia ha confessato di aver subito uno stupro vent’anni fa da un bavoso di Hollywood: Weinstein. E perché la si critica per una cosa del genere?

Ma dove l’avevamo lasciata alla Argento? A febbraio di quest’anno, quando, con il suo cellulare, fece una foto di nascosto a Giorgia Meloni mentre mangiava, condividendola poi sul suo Instagram con la didascalia “La schiena lardosa di una fascista”. Già da quell’uscita mi parve di capire che non stesse proprio benissimo, io la vidi dal vivo in una discoteca a Salerno, anni fa, e mi sembrò un pochettino eccentrica, ma giustificai la cosa pensando comunque al “personaggio”.

La Meloni, invece, rispose su Facebook offesa per quel “lardosa”, questo perché partorì da pochi mesi e quindi non poteva essere in forma smagliante, ma molta pacatezza ci fu per quel “fascista”. Ovviamente, di cosa ti vuoi offendere?
Mi ricordò quel meme che girava qualche anno fa su Beautiful, con Brooke e Stephanie che litigavano e nei fumetti inventati c’era il dialogo:

Stephanie “Sei solo una povera puttana!”
Brooke “Io non sono povera!”

Questo è quindi l’ultimo ricordo di vita pubblica che ho su Asia, cos’è successo però oggi? In America è scoppiato il caso Weinstein, bavoso produttore cinematografico che avrebbe molestato e/o stuprato negli anni decine di attrici e modelle, anche di primo rilievo. Asia Argento, a distanza di vent’anni, confessa di aver subito violenze anch’ella. Il sito dell’Ansa riassume la vicenda raccontata dall’interessata sul New Yorker.

“Nel ’97, Asia Argento racconta di aver ricevuto un invito per un party della casa produttrice: quando arrivo’ pero’ non c’era alcuna festa, ma fu portata nella suite di Weinstein. Li’, nonostante lei abbia ripetutamente tentato di sottrarsi, e’ stata costretta a subire del sesso orale, dopo che Weinstein le sollevo’ la gonna. “Mi terrorizzava, era un uomo troppo grosso per me. E’ stato un incubo”, ricorda l’attrice, che alla fine di quel rapporto disse: “Non sono una prostituta”. E Weinstein – racconta – comincio’ a ridere. “Non ho detto nulla finora perche’ avevo paura che potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone. Che potesse rovinare la mia carriera”.

Fonte

Fin qui quasi nulla da eccepire, quel quasi lo sottolineo perché molte donne se ne sarebbero fottute della carriera e avrebbero denunciato. Anche perché l’Argento non era la tronista senza arte né parte, ma era comunque un’attrice figlia d’Arte e nella peggiore delle ipotesi avrebbe potuto continuare a girare film col padre. Che, in effetti, era forse davvero un’oscura ipotesi. La polemica è nata perché dopo quella violenza Asia ha comunque continuato ad avere rapporti lavorati, rapporti sessuali consensuali e relazionali con quell’individuo. Quindi, qual è il messaggio che viene criticato dagli opinionisti come la Lucarelli o Luxuria e che arriva alle giovani? Denuncia dopo vent’anni, quando iniziando a farlo anche altre, e dopo film, collaborazioni e rapporti sessuali consensuali? In effetti arriva quello.

Vladimir Luxuria scrive su Twitter:

Donne staccatelo a chi vi forza a un rapporto orale, non fateci un film dopo un anno andandoci insieme a Cannes.

Selvaggia Lucarelli su Facebook:

Ad occhio, sono abusi un po’ troppo prolungati e pianificati per potersi chiamare tali. E se tu sei la prima a dire che lo facevi perché la tua carriera non venisse danneggiata, stai ammettendo di esserci andata per ragioni di opportunità.

 

14 pensieri riguardo “IL CASO SU ASIA ARGENTO”

  1. e ci lasci così? mi aspetto una chiosa finale, una presa di posizione, o anche no, ma una chiosa finale si.

  2. Non dobbiamo assolutamente dimenticare una cosa, e cioè che la signora recita veramente come un cane

  3. Ok, e questo è il riassunto, sono i ‘fatti’, le dichiarazioni, i commenti degli altri. Ed è anche un ottimo riassunto, eh… ma anch’io mi aspettavo una chiusura e sono rimasta un po’ appesa.

  4. Caro Vincenzo,

    Certo che sarebbe meglio denunciare, ma non possiamo fingere che non ci siano ragioni vere, concrete e importanti per cui spesso non lo si fa.

    Il caso specifico di Asia Argento io non lo conosco, ma mi immagino fin troppo facilmente uno scenario in cui una ragazza si senta costretta a prestarsi alle attenzioni del capo, pur non volendo, sapendo benissimo che se si rifiuta perde il lavoro, e se lo denuncia non verrà creduta, in primis, e non troverà più lavoro, in secundis (cazzo che figata poter lavorare sono con tuo padre mentre il resto del tuo mondo lavorativo ti schifa). Tutto dopo una sana dosa di insulti e slut shaming. Uno stupro può avvenire anche all’interno di una relazione, specialmente se questa relazione, come mi pare in questo caso è tossica e “abusive”.

    Lei magari è una eccentrica come dici tu, magari è un personaggio, magari tutto quello che ti pare, ma a me sembra che una cosa del genere non se la meriti nessuno.

    E guarda un po’ anche dopo che finalmente l’ha detto, che finalmente l’ha denunciato, c’è comunque chi non le crede e la deride. Pare che in fondo avesse ragione lei a stare zitta.

    Ti invito a estendere la tua empatia anche a quelle vittime che hanno avuto troppa paura per ribellarsi, a quelle che si vergognano ancora oggi a dire qualsiasi cosa, a quelle che ci sono state perché gli è stato detto che è così che va il mondo.

    Io l’altro giorno stavo sull’autobus e uno mi si ha strofinato un’erezione contro il sedere. Ero così imbarazzata e mortificata che non ho detto niente. Mi piace pensare di essere una brava persona però non ho mai avuto il coraggio di dire niente a sti stronzi che trovo sugli autobus (e quanti ce ne sono…), e ci sono voluti ben due episodi in cui lo stesso vecchio si slacciasse i pantaloni davanti a me e mi invitasse a fargli un pompino per dire qualcosa a mia madre. (In mia difesa avevo solo nove anni)

    Me la sentirei di sottopormi all’incubo mediatico che inevitabilmente comporta denunciare un uomo ricco e famoso? Chissà. Nel mentre, sicuramente non me la sento di dare della complice a chi non lo fa.

    1. “Me la sentirei di sottopormi all’incubo mediatico che inevitabilmente comporta denunciare un uomo ricco e famoso?” aggiungerei potente e con la concreta possibilità di decidere per il tuo futuro.

  5. Praticamente è colpa della vittima se le condizioni lavorative e il potere di Weinstein la obbligano a fargli un pompino se non di più, praticamente costretta? Certo. Come no. Solidarietà ad Asia Argento in questo caso.

    1. “e’ stata costretta a subire del sesso orale, dopo che Weinstein le sollevo’ la gonna” veramente il sesso orale lo hanno fatto a lei

  6. Mah. Non discuto sul primo episodio, ma mi sembra che ‘dopo’ lei abbia fatto una scelta molto chiara.
    Confermandomi, tra l’altro, che in quel mondo le ragazze sono proprio disposte a tutto.

  7. Mi sembra che implicitamente tu dia ragione a Luxuria e Lucarelli. Sono posizioni molto superficiali che non tengono conto della complessità della situazione. Ci sono mille possibili reazioni a un abuso sessuale, e anche se sì, è vero che Weinstein si meritava un calcio (molti calci) nelle palle, e quindi in questo senso quella sarebbe stata la reazione “più giusta”, questo non significa che una reazione diversa cancelli l’abuso. Il fatto che una abbozzi, si convinca che non è successo niente di grave, magari provi anche a instaurare un qualche rapporto con quello che l’ha trattata come un oggetto per provare a se stessa (e forse anche a lui) di non essere una vittima non cambia proprio niente. E non importa neanche che lei abbia ottenuto dei vantaggi. Se mi dai due opzioni: 1) ci stai e ti faccio diventare una star o 2) mi dici di no e ti rovino la vita (o comunque ci provo), la mia “scelta” di starci non è libera, né è criticabile chi non fa l’eroe e cede alle pressioni. Non è che adesso è colpa delle donne che stanno zitte se ci sono gli abusi, o che la Argento è un modello diseducativo. È colpa di quelli che abusano, punto e stop, l’unico modello diseducativo qui è Weinstein, e finché questa cosa non sarà chiara non si farà altro che incoraggiare il silenzio. Questo è il messaggio importante da far passare, non “chi tace acconsente”, né “se sei vittima di un abuso devi fare x y z, altrimenti non vale”. Queste cose ormai dovremmo essere in grado di capirle, invece si prendono per il culo le pancine bigotte e poi si suggerisce che la Argento è, se non una zoccola (per carità!), quantomeno un’opportunista che ha tratto vantaggio dall’abuso (già, una vera vittima non trae vantaggi, altrimenti che razza di vittima è?) e che parla solo quando ormai è al sicuro. Ah, en passant, è pure ipocrita, visto che ha fatto un commento sessista sulla Meloni.
    Distruggere, mi dispiace, ma se questo è tutto quello che hai da dire sulla vicenda potevi anche stare zitto.

  8. Mah, si sente parlare dappertutto di questa storia e, al di la di ciò che se ne può pensare, emerge un fatto: l’ipocrisia estrema degli ameri-cani (e non solo loro) per cui a questo tizio si vuole togliere l’appartenenza all’Academy, al sindacato dei produttori, la Legion d’Onore (ma quale onore poi?), il matrimonio, la tessera del club di Topolino,ecc…
    Che sia un vecchio bavoso non lo mette in dubbio nessuno anche se il soldo ha sempre il suo fascino, il soldo che oggi sostituisce i muscoli utili per attirare le femmine migliori agli albori dell’umanità, secondo un codice innato orientato alla perpetuazione della razza con gli individui dotati delle migliori caratteristiche genetiche (allora) o finanziarie (oggi).
    Che questa ipocrisia emerga anche dalle centinaia di film che, secondo un meccanismo alla #inception, hanno fatto della facile apertura di cosce della attrice aspirante e del laido agire del produttore/regista/dop addirittura fonte di ispirazione per innumerevoli script, è altrettanto vero.
    Oggi scopriamo (!) che questo mondo esiste (e continuerà ad esistere); fino a ieri vivevamo nel mondo di papalla e nessuno lo avrebbe immaginato… ceerto!

    La moglie, ignara poverina di queste brutte cose, gli risucchierà fino all’ultimo dollaro non avendo più la possibilità di risucchiargli altro e tutti vissero felici e cornuti.

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