LA VERITA’ SULLE MAMME PANCINE

Chi mi segue da tempo si domanderà: ma ancora? Ancora c’è gente a cui bisogna spiegarlo? Sì, ancora. Non avete idea di quanto mi sconforti dover parlare di questo in un blog personale che, al massimo, è di intrattenimento. I post delle mamme pancine sono falsi? Questa domanda richiede una spiegazione che molti non comprendono per inettitudine, quindi bisogna partire dai basilari e spiegare prima come funzioni Facebook. Considerate questo post come “la spiegazione suprema”, non ce ne saranno altri sull’argomento. 

Su Facebook esistono le pagine e i gruppi.

  • Le pagine sono tutte pubbliche, come la mia, quella dei The Jackal, quella della Ferragni e quelle delle mamme pancine (con diversi nomi). Le pagine delle mamme pancine funzionano come dei consultori online, le mamme inviano un messaggio alla pagina e la admin di turno condivide il post in anonimo. Io non sono iscritto a nessuna di queste pagine, non ho “il like”, insomma, e i post più surreali mi vengono segnalati via email. Condividere quei post non richiede lo screenshot, sono post pubblici. Mi limito a cliccare sul tasto “condividi”. Alcuni esempi:

Link al post originale

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I commenti ai post originali sono “divertenti” e/o “cattivi”, perché parliamo di post che sono stati condivisi sulla mia pagina, quindi quei commenti non sono delle “mamme pancine”, ma dei miei followers. Come nel caso di quella esilarante Sonia del terzo screen.

Come vedete, comunque, sono tre pagine diverse con tre diverse amministratrici, ma ne esistono decine del genere. Queste pagine, che messe insieme hanno molti più followers di me, le gestisco io? No. I link non so neanche se saranno funzionanti per sempre, perché alcune di queste signore, appena si rendono conto di essere stata condivise da me, cancellano il post originale facendo sparire la condivisione. Sono permalose.

Cosa succede quando un post, che ci entra particolarmente nel cuore, viene cancellato? Carico lo screenshot seguendo questi passaggi.

  1. Taglio il nome della pagina da cui viene preso il post. Questo perché l’anno scorso, quando iniziammo con le mamme pancine, le pagine coinvolte mi segnalavano la mia facendomi, in alcuni casi, bloccare l’account. Inoltre, la fonte è irrilevante. Nell’esempio sotto uso uno screen di “Rubrica Lilla”, perché so che dietro non c’è una persona ostile a gestirla, quindi non si arrabbierà se la uso come esempio.
  2. Censuro i cognomi nei commenti e l’avatar di chi ha fatto lo screenshot e metto il mio logo nello screen.

Vi indico, nello schemino qui sotto, con un cerchio rosso, il tasto “condividi” (punto 3) è un tasto presente solo quando i post sono pubblici. Quindi quelli delle pagine. Gli screenshot dei gruppi segreti non li presentano. Questo per aiutarvi a distinguere i contenuti delle pagine, da quelli dei gruppi.

Nè io, né voi, né nessun altro può sapere se dietro a questi messaggi c’è una persona reale o un troll, cioè qualcuno che prende per i fondelli le mamme, noi e il resto dell’umanità. È tecnicamente impossibile. Nè ci ha mai interessato, non sono un giornalista, né un antropologo, né uno psicologo, né un medico, sono un blogger – intrattenitore. Leggo qualcosa che mi suscita ilarità e la condivido, quindi? Quale sarebbe il problema? Volete sapere chi scrive quei messaggi? Benissimo, contattate le amministratrici e fatevelo dire da loro. I messaggi a quelle pagine possono inviarli tutti. A me non interessa saperlo, né mi risponderebbero (giustamente). Visto che violerebbero loro la privacy delle iscritte.

Per quanto riguarda i gruppi, c’è un’ulteriore differenziazione da fare:

  • I gruppi pubblici. Sono quelli che possono essere visionati da chiunque. L’anno scorso condivisi alcuni post del gruppo “Noi mamme che allattiamo anche dopo i 6 mesi“, sempre con lo stesso sistema, pigiando sul tasto condividi. In quel gruppo, però, non viene smistata la posta dalle amministratrici, ma sono le stesse mamme a scrivere pubblicamente le loro esperienze, alcune, spesso, ignorando che il post può essere visto da tutti, anche dai loro amici su Facebook. Perché smisi di condividerne i post? Perché, a mio avviso, le vere vittime lì non sono le madri, ma i bambini che vengono fotografati mentre poppano, bambini grandicelli e chiunque può salvare quelle foto e farci ciò che vuole, per assurdo anche un pedofilo. Internet è aperto a tutti. Perché avrei dovuto essere complice di tutto questo? Smisi. Di questo gruppo si occupò a luglio Giovanni Drogo con questo bell’articolo (clicca QUI) per NextQuotidiano e chiedo a TUTTI i contestatori di leggerlo. Segnalai anche alcune foto raccapriccianti, di bambini di 8 anni attaccati alla tetta, a Selvaggia Lucarelli, che ne rimase inorridita, nella speranza che ci facesse un articolo, cosa che però poi non avvenne. Ma la domanda da porre ai contestatori è: perché Drogo, sebbene sia un collaboratore di una testa giornalistica, oscurò i nomi negli screenshot del suo articolo basato su un gruppo pubblico? Perché il reato di diffamazione è subdolo e puoi rischiare una querela anche se parli di cose pubbliche e identificabili, quindi, perché un giornalista, con le spalle coperte e una redazione, non rischia e nessuno gli dice mezza parola, mentre io, povero Cristo, che non sono iscritto in nessun albo e ho un blog amatoriale, dovrei non mettere le censure ai commenti e ai post dei miei screenshot? Per togliere i dubbi agli amanti dei complotti rischiando di passare un guaio? No, grazie.
  • I gruppi chiusi. Sono gruppi di cui si può chiedere l’iscrizione, ma i contenuti sono visibili solo agli iscritti. Anche di questi ne esistono diversi, se andate sulla pagina “I consigli delle mamme” troverete in alto il loro gruppo chiuso. Questi gruppi, però, sono sempre più pochi e sempre meno interessanti. Dal boom del fenomeno “pancine”, per evitare di far accedere ai gruppi persone “scoccianti”, tipo i miei followers, la quasi totalità dei gruppi chiusi è passata dall’avere una privacy chiusa a una segreta.
  • I gruppi segreti. Sono gruppi in cui si può accedere solo su invito di chi già c’è dentro o, in alcuni casi, solo da chi li amministra. Non vengono trovati nella ricerca di Facebook e per entrarci bisogna fare prima “la gavetta” nei pubblici e nei chiusi, per poi attendere l’invito agli “add day“. I gruppi segreti sono i più numerosi adesso e sono quelli da cui derivano la quasi totalità degli screenshot. Se, come spiegato prima, per quelli pubblici trattati da Drogo è stato necessario censurare le generalità delle commentatrici, vi lascio immaginare cosa si rischia con quelli privati. Violazione della privacy e della corrispondenza privata, oltre, ovviamente, alla diffamazione. La giurisprudenza si divide, visto che non è stata fatta una legge apposita per Facebook, ma la quasi totalità degli avvocati con cui ho parlato concorda sul rischio, incluso il mio. Quindi ecco perché, soprattutto per questo tipo di gruppi, i post sono censurati. Il più importante è quello dell’ormai celebre “Sabrina”, la mamma di Roma che ha creato il suo gruppo con l’aiuto di tale Debora. Nel gruppo di Sabrina, “Pancine, Cuori & Bimbi“, le iscritte inviano i quesiti all’amministratrice e quest’ultima li pubblica in anonimo. Quindi, se Tizia e Caia inviano un messaggio a Sabrina e questa lo pubblica in anonimo, come dovrei io, la talpa o chiunque altro, sapere se si tratti di una cosa vera o di una stronzata? Ecco perché dico DA SEMPRE, che non posso garantire sulla veridicità dei post, ma magari solo quella dei commenti. Nei commenti i nomi io li leggo, prima di metterci le censure nere e, a campione e non sempre (ho una vita), i profili me li vado a guardare, per capire se si tratti di gente comune o di account fake. “Non ci fidiamo di te”, pazienza. Io non mi vado a ficcare in un processo penale per far sentire realizzato un avvoltoio. “I post hanno tutti la stessa grafica” grazie, è quella di Facebook e la talpa lì una è. O le devo chiedere di cambiare, di volta in volta, computer e/o browser web per compiacere un’ameba, realizzando screenshot con impostazioni grafiche sempre diverse? “Alcuni post sembrano scritti dalla stessa persona”, questo nel film Il Codice Da Vinci viene definito “scotoma”, la mente vede quello che vuole vedere Cit. Se un essere ti suggerisce un dubbio, tu non puoi fare a meno di vederlo. Ma comunque, ammesso e non concesso che sia vero, non potrebbe essere la stessa mamma che chiede più cose? La stessa Sabrina che rimaneggia i testi ostrogoti che le mandano peggiorandoli involontariamente? Qualcuno che la prende per i fondelli? Devo essere necessariamente io? Ho detto di ricevere molta posta, da tante persone diverse, ma i post del gruppo della Sabrina arrivano sempre dalla stessa persona.

Altre critiche, sempre ridicole, si basano sull’articolo di L’Espresso di ottobre, dove il giornalista scrisse che io mi infiltro nei gruppi, mentre in altre interviste dico tutt’altro. Io ho sempre dato una e una sola versione dei fatti: non sto in nessun gruppo, non sarei credibile come mamma in incognito. Le mie parole, in tutte le interviste, sono quelle che vengono dopo le domande, le altre considerazioni contenute negli articoli sono farina del sacco di chi scrive il pezzo. Ovviamente per chi è estraneo al mondo del giornalismo risulterà incomprensibile, ma spesso i direttori di redazione indicano un argomento da discutere e tu lo devi fare, non sapendo magari manco qual è il caso da trattare. Quindi ti fai una cultura di massima. È successo pure sabato scorso alla fiera del libro di Roma, dove mi ha intervistato Repubblica. Il giornalista, Fabio Butera, mi ha però chiesto 15 minuti di tempo per leggersi qualcosa su di me scritto da altri, perché non mi conosceva. Nulla di scandaloso, è normale, capita. Non sono Berlusconi. Ne posso indicare però dieci di giornali che su di me hanno scritto solo puttanate, senza manco chiedere conferma. Su uno scrissero che ero un fotografo laureato alla Federico II e che producevo scarpe… WTF? Tre idiozie.

Un altro motivo delle censure ai commenti è legato all’etica. Se condividi la storia di una persona che crede alla fata della casa è un momento di ilarità, se però quella storia la condividi con le generalità della protagonista, non potendo tu garantire per l’intelligenza di quel milione di followers che ti segue su tre social, rischi il cyberbullismo.

Ripetiamo insieme: con i post anonimi non rischi il cyberbullismo, con quelli pubblici sì.

O vogliamo dire che la Bianca Berlinguer è una bulla solo perché ha riso, in diretta su Rai3, dopo aver letto un paio di screen anonimi? Ci sono esempi ben peggiori sui quali riflettere. Parliamo di questa ragazza che fece il provino per il GF qualche anno fa. Firmò, ovviamente, una liberatoria prima del provino e quindi le immagini possono essere legalmente utilizzate da Mediaset.

Tutta Italia in quel periodo la prendeva per il culo e se si fosse suicidata come Tiziana Cantone? Di chi sarebbe stata la colpa? Della Gialappa’s Band? Di Mediaset? Eppure non lessi un rigo sull’argomento all’epoca, da nessuna parte. Abbiamo una ragazza riconoscibilissima, che fa una stronzata e che è finita su una TV nazionale e poi, per mesi, umiliata su Internet. Dove erano quel giorno le “femministe” fanatiche che accusano me di maschilismo e misoginia? Io che sono il più femminista che si poteva sperare di beccare a ricoprire questo ruolo. Non c’è nulla di più maschilista del dire che una donna che sbaglia può essere criticata solo da un’altra donna. Io sono anche contrario alle quote rosa nella politica se proprio devo essere sincero, in Parlamento dovrebbero esserci le persone più competenti e queste potrebbero tranquillamente essere a maggioranza donne. Un Parlamento con 600 Rita Levi Montalcini non mi farebbe affatto schifo. Sono, da sempre, schierato verso la libertà femminile e contro ogni tipo di discriminazione. Ho detto cento volte che le donne non sono incubatrici e che sono liberissime di non desiderare né figli, né matrimoni, né lavori del cazzo. Vengo seguito da mezzo milione di donne italiane, tutte capaci di intendere e volere e che non si sentono affatto manipolate da me. Donne che dicono NO all’ignoranza retrograda, prendendone le distanze, e che non mi considerano assolutamente né maschilista, né misogino.

L’etica. Prendiamo a esempio il caso della signora che condivisi il mese scorso, scrisse il suo commento “surreale” sotto a un articolo di Giornale di Sicilia, una pagina pubblica, quindi non era manco necessario mettere le censure essendo Facebook by Facebook. Ma le misi lo stesso, magari se poi andate su quella pagina, e scavate fino al 2 novembre, il commento della signora lo trovate ancora lì, non lo so. In questo caso la censura è servita per evitare alla signora lo shit storm, quindi il cyber bullismo.

La signora contestatrice che preferisco rivelò tempo fa una massima “sono stata per due mesi in un gruppo pubblico di mamme e i post che condivide il signor distruggere non li ho mai visti lì, quindi le mamme pancine non esistono“. Che è un po’ come dire che i francesi non esistono, perché a Salerno in 32 anni non ne ho ancora mai incontrati. Stiamo agli stessi livelli in fatto di logica. Sarà che cerca nei posti sbagliati? Esistono altri luoghi in cui lei, mia cara, è assente. Poi, sempre perché dobbiamo ridere, scopro che questa signora è, per sua stessa ammissione, una ex amministratrice di gruppi per mamme, ma non si chiama Sabrina, inoltre, produce e vende oggetti sul tema della maternità. Quindi le mamme, e anche le pancine, sono sue clienti. Sentite anche voi il profumo del conflitto d’interessi?

Un’altra signora, in una discussione su Facebook, mi diede del Down obeso. Signora cara, solo una mente malata e becera può usare la sindrome di Down come insulto. Si vergogni e, in teoria, anche l’obesità è una malattia. Queste critiche poi te le immagini magari da una Angelina Jolie, vai invece a visitarle il profilo e becchi una con l’physique du role per interpretare lo zio Fester. Questa fatemela passare.

Quindi: le pancine non esistono secondo queste signore? Beh, di diverso avviso furono, ai Macchianera Internet Awards, le due amministratrici del sito “Pianeta Mamma” che, durante il ritiro del premio, dissero qualcosa sulle mamme pancine al minuto 36:10. Cliccando play dovrebbe partire in automatico il pezzo.

Ahh… quindi “noi non possiamo fare quello che fa il Signor Distruggere, abbiamo punti in comune, vorremmo passargli noi il materiale, ma non possiamo“… sono quindi mie complici nella balla delle pancine? Non credo e non oso manco immaginare cosa arriverà nella loro posta ogni giorno.

Un caso esilarante fu quello di una contestatrice, sotto al video della trasmissione di Rai3, dove mi accusò di falso, perché gli screen in Tv erano falsi. In uno di questi si vedeva “il lucchetto” della privacy di Facebook, quindi non potevano essere di un gruppo o di una pagina. Le spiegai che quello mostrato in TV non era lo screen originale e che in Rai li hanno deliberatamente modificati, per questioni di grafica e leggibilità, togliendo gli errori ortografici. Non voleva saperne, finché non intervenne, a sorpresa, proprio un esponente della Rai che le fece fare la figura che meritava.

Una nota carina va anche a un signore che su Twitter, essendo egli incapace di proferire una critica senza cadere nel turpiloquio, ha dedicato un tweet a mia madre e alle seghe che farebbe con i piedi (è questo il livello, signore e signori), si è beccato una querela per questo tweet, fatta questa mattina, fresca fresca. Speriamo che a giudicare questa sua spiritosissima battuta ci sarà lo stesso giudice che ha condannato la Lucarelli per un tweet, assai più sobrio, nei riguardi della D’Urso. Tutto questo livore contro di me non riesco a immaginarlo neanche per il mio peggior nemico della vita reale. Non mi aspetto neanche che venga a scusarsi per i toni, nella speranza che la querela io la ritiri, sono certo che vincerà l’orgoglio. Anzi, mi aspetto di dover tornare ancora e ancora in questura per arricchire il tutto con nuovi elementi. Una querela al giorno, vedremo chi si stancherà prima, tanto sono gratis. La fortuna vuole che gli uffici io li abbia a 80 metri da casa, nel 1985 mia madre, quella delle seghe con i piedi, fu lungimirante a scegliere un appartamento così vicino alla questura.

Condivisi, mesi fa, un paio di torte che poi si rivelarono essere dei fake, credo di averlo comunicato in pagina dopo manco 12 ore dalla pubblicazione, evidentemente troppe, prima di essere etichettato definitivamente come pallonaro, non capendo che non essendo la mia un’inchiesta, non ho né il motivo, né l’interesse di decantare la sola verità. La gente da me si diverte per i commenti dei followers e relativamente per i reperti surreali che vengono proposti. Ma è proprio questo il punto, il non accettare che sia io stesso a non mettere la mano sul fuoco in merito ai post, che sia io stesso a dire che potrebbero essere dei fake, è questo che brucia. Senza contare le loro arrampicate sugli specchi. Mi hanno indicato lo screen in cui la mamma chiede la ricetta dei dolcetti a forma di testa di neonato. In quello screen la signora non dice di averli fatti lei, dice di aver visto la condivisione di quella foto, di aver chiesto la ricetta a chi la foto l’aveva condivisa, di aver ricevuto una risata in faccia (giustamente) e fine. Scoprono i detective di Twitter che quella foto viene dal profilo Instagram di un artista… quindi? La pancina non dice di averli fatti lei, ma di aver visto la condivisione di quella foto. Perché dovrebbe essere poco probabile che qualcun altro abbia condiviso la foto in questione? Io, sul mio profilo personale, di foto divertenti ne condividerò una decina al giorno. Non comprendo l’eccezionalità della cosa e lo scoop.

“Vincenzo ma non starai esagerando?” No, bisogna imparare a moderare la bocca quando ci si rivolge a estranei. A ottobre la scrittrice Giada Sundas scrisse un articolo molto critico su di me, mi avete mai sentito dire una mezza parola sulla signora Sundas? No. Anzi, l’articolo l’ho addirittura inserito nella mia sitografia, appunto perché qui non si accettano “solo complimenti“. La signora Giada è una persona perbene che ha espresso le sue opinioni e le sue critiche in maniera civile, quindi va rispettata. Perché mai avrei dovuto attaccarla o insultarla? Non è proprio nella mia indole, non ho mai insultato nessuno sulla mia pagina.

Invece la mole di insulti e minacce che negli ultimi mesi hanno riguardato me e la mia famiglia, sono davvero indecenti. Avete presente la canzone di Rovazzi “Volare“? Nell’intro Maccio Capatonda dice a Fabio “la gente ti odia perché hai successo.” È vero, è fottutamente vero. Fino a luglio mi seguivano in 250.000, erano comunque tanti e tutti sapevano le cose che sto spiegando qui oggi, ma mai mi era successa una roba così. Tre mesi fa minacce di morte a mia nipote che è una bimba piccola che per alcuni sarebbe “da sgozzare”, minacce agli eventi e alle fiere in cui mi invitano, le ultime la settimana scorsa e altre al salone del libro di Torino, diffamazioni di ogni tipo. Quando la pagina della moderatrice accettava la posta, le arrivarono anche foto di cazzi presi chissà dove. Una ragazza, una follower che aveva preso le mie difese in una discussione venne tacciata di “cesso a rotelle”, perché nella sua immagine profilo stava su una sedia a rotelle. Non si fermano davanti a niente. Tutto ciò contro uno che intrattiene chi vuole essere intrattenuto da lui e che non ha mai imposto la sua presenza ad alcuno, né con la sua pagina, dal 2011, ha mai fatto spam altrove o proselitismo. L’anno scorso grazie al blog venne pizzicato un pedofilo e chi di voi c’era all’epoca se lo ricorderà, non conto neanche più quanti sono gli annunci di lavoro vergognosi che riusciamo a far rimuovere e chiudere grazie alle mie condivisioni. I media nazionali dicono che gli screen delle mamme pancine sono autentici? Lo dicono loro, io non l’ho mai detto. Io li ricevo, li leggo, li seleziono, mi fanno ridere e li condivido. Punto. Che contattassero le amministratrici di pagine e gruppi per farsi dire la verità. Se dietro c’è una comunità di pazze o poche menti malate.

Non mi piegate e le 500 persone che sono venute sabato a Roma, facendo un’ora di fila solo per conoscermi, me ne danno la volontà. Continuerò a fare quel che faccio, finché non schiatto e il tempo delle polemiche è finito.

Quindi questo è quanto.

… se però leggerete, ancora, le solite idiozie che ho confutato in questo articolo, incollatelo alle capre. La corte dei miracoli la boccuccia continuerà ad aprirla a sproposito lo stesso, ma almeno avrete fatto divulgazione. Invito anche tutte voi, talpe nei gruppi, le mie “puttane di Distruggere”, di scrivere un commento su Facebook o Twitter, sotto a questo articolo, palesandovi appunto come “io sono una puttana di Distruggere”. Senza specificare cosa avete segnalato e quando, anche se magari la vostra segnalazione poi non l’ho più condivisa, vediamo se davvero non esistete neanche voi.

E a tutti gli altri che stavano qui credendo di leggere Focus, vi libero dal mio incantesimo, potete andare via.

32 pensieri riguardo “LA VERITA’ SULLE MAMME PANCINE”

  1. trovo l’ultima parte dell’articolo piuttosto agghiacciante. finché si scherza si scherza ma dopo un certo livello non so proprio chi te lo faccia fare. tanta stima.

  2. A mio parere, per statistica una percentuale di trollini del web infilitrati capitati nei tuoi screen può starci, ma quanti saranno? Sicuramente pochi.

    Dalla mia esperienza di SMM gestendo pagine anche molto grandi di contenuti generalisti nella posta e nei commenti leggo di robe aberranti, ma non una o due, centinaia al giorno.

    Anche li, la statistica non mente.

    My two cents

    Buon lavoro

  3. Orgogliosa “Puttana di Distruggere” 😉

    Da quando ho iniziato a seguirti, sento di divertirmi il doppio.
    Non lo dico per fare la drammatica eh, ma davvero, in ufficio le ore pesanti le smaltisco andando a leggere (o rileggere) qualche post o articolo sul blog, e lo stress passa subito.
    Non mi sono mai fermata a pensare “Sará vero?” perché, a prescindere, mi fanno morir dal ridere,che siano vere Pancine o troll che, complimenti, hanno una fantasia pazzesca.

    Animo!

  4. Ciao, grazie delle spiegazioni. Non è la prima volta che dici che i commenti ai post sono quasi sicuramente veri, perché li puoi in parte verificare. Visto che sono divertentissimi, anche più dei post, perché non chiedi alle talpe di screenshottarne di più?

  5. Per quel che può valere, volevo dirti che mi piace, dopo una giornata di lavoro, cercare le “perle” che posti, mi faccio due risate e mi passa la tensione. Credo di capire la tua esasperazione, gestire i commenti non è semplice, noi umani diamo il peggio quando siamo nascosti dietro alla tastiera o all’interno di un’auto, non saprei dirti perché.
    Fregatene, non puoi fare molto di più di questo… ma sappi che hai la nostra (non mi sto dando del voi, sto solo supponendo di non essere la sola) solidarietà e che se non postassi più saremmo tutti un po’ più tristi…

  6. Interessante ma forse un tantino lungo. Una cosa che ignoro: come nasce la definizione “mamme pancine”?

      1. Ti ringrazio per la risposta. Mi piace il tuo stile e spero di vedere presto il libro in vendita.

      2. Ciao, qualche anno fa nei forum sui siti che parlavano di maternità era sinonimo di “future mamme” , quindi di ragazze e donne incinte che si scambiavano consigli sulla gravidanza. Era un vezzeggiativo che indicava chi non era ancora arrivata a partorire ma stava comunque uno scalino sopra a chi per esempio cercava di rimanere incinta. Credo sia ancora così, quindi le pancine sarebbero in senso stretto le signore in stato di gravidanza, le mamme coloro che hanno prole e non sono incinte. Le mamme pancine entrambe le cose. Personalmente non ho più seguito questo filone su facebook (per fortuna) però secondo me sei stato proprio tu a dare al termine “pancine” il nuovo significato di mamme, come dire, con certe particolarità….

      3. Questa l’ avevo sentita anche io. Poi personalmente bè dal 2015 che sento di gruppi mammine pancine di vario genere su faccialibro, quindi si, sono loro ad auto definirsi cosí solo che ora che tutti hanno scoperto che sono delle idiote guai a chiamarle così.

    1. Se non ricordo male, si sono autodefinite pancine, le stesse partecipanti ai gruppi. Probabilmente perché “donne gravide, la cui sola realizzazione dipende dal numero di figli sfornati”, suona male! Lo stesso principio per cui ci sono la peddy è il gine, ma mai nessun pediatra o ginecologo.

    2. Io credo abbiano iniziato loro ad autodefinirsi così, con quel insopportabile mania di mettere vezzeggiativi e diminutivi ovunque.

  7. Puttana di Distruggere, presente. Vincenzo continua così, quello che fai lo fai davvero bene! È estenuante però leggere sempre gli stessi chiarimenti, complimenti anche per la pazienza.

  8. Vincenzo, forse quando hai scritto “Sono, da sempre, schiarato verso la libertà femminile” volevi scrivere “schierato” 😉 Continua cosi’ !

  9. per quel che può valere, io leggo il tuo blog perchè, indipendentemente dagli screen “rubati” tu sei un bravo scrittore, hai una mente sagace ed è un piacere leggere ciò che pensi. Che quei così detti “haters” arrivino addirittura a minacciare una bambina (per quanto vuota possa essere la minaccia) è qualcosa che mi fa venire il voltastomaco, e mi auguro davvero che abbiano ciò che si meritano! Per il resto, continua così, sei un grande!

  10. Per quel che vale, hai tutto il mio sostegno: gestisco da anni blog, sito e pagine fb di un amico cantante ed attore e so piú che bene sia come ci si senta ad essere attaccati senza ragione anche in maniera violenta, sia quanto snervi dover spiegare l’ovvio e rendere il palese ancora piú semplice da recepire.
    Un’altra “Puttana di Distruggere” che risponde all’appello.

  11. Non ho alcun account social, tranne il profilo su Disqus e uno su anobii che non uso nemmeno più. Ti ho quindi scoperto da pochissimo, praticamente in occasione dei macchianera awards e perché mi piaceva un sacco il tuo pseudonimo. Colgo l’occasione, con questo articolo, per lasciarti anche il mio primo commento.
    In un periodo veramente difficile e frustrante della mia vita, le risate che mi fai fare su questo blog e sulle tue pagine (per fortuna pubbliche) sono preziose.
    Il tuo modo di scrivere è invidiabile, la tua intelligenza lascia senza parole e credo tu sia davvero una brava persona. Sei l’unico personaggio pubblico di cui parlo, di cui condivido le “avventure”, gli screen e i commenti con altre mie amiche che ti seguono da molto più tempo. Ho una sincera ammirazione per te.
    Onestamente, queste storie sulle mamme pancine e le loro assurdità me le sto segnando mentalmente, in modo tale da poterle riconoscere e comportarmi di conseguenza casomai le dovessi incontrare sul serio nella vita. Non scherzo: persone così le detesto e le temo e tu mi stai facendo un favore, praticamente 🙂
    Le persone sono disgustose e spero vivamente che il signore da te menzionato si veda distrutto in tribunale, così come l’essere che ha minacciato tua nipote e qualsiasi altro fesso che non sa distinguere l’ironia intelligente dal bullismo, quello vero, cyber o meno che sia, e che ha come risultato quello di far impiccare la gente, compresi ragazzini, o di fargli fare il passo decisivo dal terrazzo del quinto piano.
    Vorrei scrivere un commento molto più lungo, ma non mi va di essere logorroica e poi è ora di pranzo 🙂
    Lo scopo è solo uno: farti sapere che hai una fan anche tra chi non ha mai fatto il profilo Facebook perché lo odia genuinamente e che avrà immenso piacere, magari un giorno, di stringerti la mano.

  12. Eccomi, “puttana” di Distruggere. Così facciamo contenta pure la Signora Donatella ??

  13. Ti leggo da tempo ma scrivo da meno. Sono del parere che è inutile fare certi chiarimenti. La signora femminista dovrebbe essere incazzata nera con quelle donne che vivono una vita sessuale da sottomesse,che ritengono il sesso un.dovere, che chiamano puttane chiunque goda della sua sessualità e del suo corpo, che si trucchi,che vesta come cavolo le pare. Le stesse donne,queste pancine, che reputano d essere al di sopra di qualunque altra donna che non abbia figli. Quella signora,invece di preoccuparsi di te, dovrebbe cominciare a rompere le ovaie alle pancine, a battersi perchè,inizino almeno, ad avere un minimo di cultura, di solidarietà femminile, di rispetto verso sè stesse e non perchè mamme ma perchè donne,esseri umani!. Che spammi articoli sulla dignità del lavoro! E che spieghi che occuparsi dei loro pargoletti non è la manna dal cielo e che la baby sitter va pagata come si deve e non scontando le nanne momento nel quale devono fare la donna delle pulizie.Si può essere d accordo o meno sui vaccini,sugli ogm MA non rendersi conto che le vere misogine sono le pancine stesse, verso le altre donne e verso sè stesse, è non vedere la realtà ed essere pronte ad accusare chi la.mostra anche in modo ironico

    1. Sui vaccini in che senso? Se sono diventati obbligatori è proprio per colpa di gente ignorante, “mammine pancine style”, che crede a qualsiasi cosa gli si dica (dai metalli pesanti ai figli che diventano AUTISTI (cit.)) che va contro corrente.
      Quindi no, non si può essere o meno d’accordo sui vaccini, i vaccini funzionano e vanno fatti*, diverso invece quello influenzale da fare solo se categoria a rischio.

      *Ovviamente c’è una percentuale di popolazione che per un motivo o per un altro di salute (che sarà il medico a giudicare) non può vaccinarsi, a maggior ragione bisogna essere vaccinati, in modo da poter tutelare maggiormente anche chi non puo farlo.

  14. Sono una donna (quindi difficile tacciarmi di misoginia), sono una mamma (quindi ho i “titoli” per valutare le pancine e i loro deliri), posso confermare l’esistenza di individui di sesso femminile nella vita reale riconducibili alla tipologia “pancine”… Non ho profili Facebook o account Twitter, solo un profilo Disqus che uso ogni tanto, ma se avessi profili social sarei sicuramente una “puttana di Distruggere”
    Hai tutta la mia solidarietà per le offese e le minacce.

  15. Anch’io ho cominciato a leggere questo blog da quando e’ stato nominato ai macchianera Awards (forniscono sempre un’ottima lista di siti interessanti da aggiungere ai propri bookmarks…).
    Essendo padre di due bambine in questi anni tra scuola, asilo, giardinetti e similari ho avuto occasione di conoscere una moltitudine di madri.
    Purtroppo ne ho incontrate diverse che potrebbero tranquillamente scrivere post come quelli riportati qui. E sono portato a pensare che altre potrebbero farlo se fossero sicure di rivolgersi a gente della loro stessa risma, mentre con gli estranei cercano di tenere un comportamento piu’ ‘normale’.
    Quindi sono abbastanza certo che tolto un certo numero di fake e trolls, sempre presenti in internet, la maggior parte delle segnalazioni sono frutto della genuina ingenuita’ ed ignoranza di tanti.
    Spesso, una volta adulti, si e’ portati a frequentare solo persone simili a noi come interessi, livello culturale, disponibilita’ economica etc… Cosi’ con l’andare degli anni, a forza di stare in questo sottoinsieme di umanita’ siamo portati a pensare che ci siano tutti grossomodo simili. Finiamo per credere che certe tipologie di persone: i profondamente ignoranti, i creduloni, i disadattati etc non esistano piu’ in un paese occidentale del 2017. Od al limite pensiamo che si riducano a sporadici casi.
    Invece sono una parte significativa della popolazione e completamente trasversali alle classi sociali ma ti accorgi della loro esistenza solo quando esci dalla sfera delle tue conoscenze e dei tuoi luoghi abituali.
    E quando accade ci cadono le braccia e cerchiamo dietrologie per giustificarce una situazione che troviamo surreale,
    Quanto ai denigratori, purtroppo sono un prezzo da pagare all’improvvisa popolarita’…

  16. Secondo me le critiche piccate a Vincenzo Maisto, mosse da taluni perché condivide testi presumibilmente scritti dall’umanità più illetterata, disinformata ed irrazionale che abbiamo in Italia, sono la prova (se ce ne fosse ancora il bisogno, in un’era in cui l’istruzione è pressoché gratuita) che l’ignoranza non sia una condizione, bensì un atteggiamento. Chi se la prende con Maisto perché mette alla berlina questi soggetti (quando non sono provocatori… Una piccola percentuale ci sarà sicuramente) che brancolano nel buio della conoscenza quasi certamente lo fa perché si riconosce in costoro e reputa lecito che si possa avere le proprie opinioni disinformate (e spesso dannose, anche per la salute: vedasi chi crede alle pseudoscienze e magari si cura coi loro principi) su tutto. Insomma, crede di avere il diritto di diffondere disinformazione e che le sue opinioni campate in aria vengano trattate allo stesso modo di quelle circostanziate, basate sulla Scienza, la Storia e frutto di molto studio. Ergo, l’ignoranza è lo stato mentale di voler ignorare, non semplicemente di non sapere. Nella società di cento e più anni fa ben pochi avevano accesso agli studi superiori, ma v’era generalmente grande rispetto per chi aveva avuto modo di farlo. Adesso invece chi ha approfondito i suoi studi viene spesso sminuito da chi non lo ha fatto, trattato come un perditempo, come un fannullone saputello. Insomma, per me, ai giorni nostri, la definizione “ignorante” acquista un nuovo senso. Nessuno può essere esperto di ogni materia, ma chi non ha un «atteggiamento ignorante» ne è cosciente ed è aperto alle nuove conoscenze. Per dirla con Socrate: “sa di non sapere”. L’ignorante moderno, invece, reputa di possedere in sé già tutto quel che è importante conoscere.

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