IL SEGRETO DI PATRIZIA CAP 13 – “La rivelazione”

Siamo al capitolo 13 di questo strano romanzo scritto dalla vate Ornella. Siamo quasi a metà dell’opera e ancora non è chiaro dove si vuole andare a parare, né quale sia questo suo segreto. Elemento comune, nelle opere di questa autrice contemporanea, c’è il difficile rapporto tra due sorelle. Che siano note personali dell’autrice?

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45 pensieri riguardo “IL SEGRETO DI PATRIZIA CAP 13 – “La rivelazione””

  1. “Mettendola in posizione per parlare”.
    La Vate evita con fine ermetismo di aggiungere ciò che ormai sappiamo, ossia “e avvicinandoGLI il ‘microfono’ alla bocca”

  2. A “la serratura è stata cambiata” ho sputato il caffè sullo schermo. XD
    Notevolissimo anche il dialogo con l’uomo: “non parlo di me, scema!”

    1. Ma secondo me non è stata cambiata, semplicemente la scema ignora che nei romanzi di Ornella le serrature sono a 5 mandate e si aprono con movimenti circolari.

  3. L’uomo adagia Patrizia sulla panchina mettendola in posizione per parlare.

    Ci sono! Patrizia è una bambola gonfiabile! Torna tutto: sessualmente disponibile, ma assolutamente inerte.

    Patrizia guarda quelle danzatrici felice e non si accorge che l’uomo scompare nelle danze.

    A questo punto me le immagino così:
    https://i.giphy.com/media/E9losnocFe2Aw/200.gif

  4. – “L’uomo adagia Patrizia sulla panchina mettendola in posizione per parlare” Ma che succede? L’uomo sportivo timorato di “DIO” ha paura di ritrovarsi Patrizia in una posizione che impedisce la parola e quindi la “adagia” in una posizione più adatta oppure Patrizia è improvvisamente diventata una bambola interattiva tipo i furby?
    – “Una persona a te vicina non ti dice la verità” “Ma sei tu la persona vicina a me adesso” Acuta osservatrice. Ho rischiato di ribaltarmi dalla sedia.
    – “l’uomo scompare nelle danze” ecco un’altra persona sparire tra le danze, era già successo a Giulia di Timidamente Amore. Cosa si nasconde dietro a questi terribili casi? È forse opera di uno spirito maligno delle danze? Lo spettro di un ballerino che per vendicarsi di un torto subito in vita rapisce chi non si unisce alle danze? Spiegherebbe il perché delle due donne che danzano a caso: hanno scoperto l’esistenza del demone, che sta solo aspettando il momento in cui smetteranno di danzare per poterle fare sparire per sempre! Sarà la trama del prossimo libro?
    – “ma la chiave non girava la serratura è stata cambiata.” Sai com’è, sei stata via due mesi, può anche capitare.

  5. Ornella, scrittrice post-moderna, ha fatto centro ancora una volta.
    A una prima occhiata superficiale e disattenta potrebbe sembrare che anche questo capitolo contenga solo una serie di strafalcioni e di scempiaggini.
    Ma una piu’ attenta analisi mostra come in realta’ la nostra scrittrice stia portando all’estremo le tematiche di rottura con la classicita’, allo stesso modo dirompente in cui all’inizio del secolo scorso si erano imposti scrittori come James Joyce, Italo Svevo, o la corrente poetica futurista.
    Innanzitutto il linguaggio, nudo e crudo come quello usato nella vita di tutti i giorni, che ottiene l’effetto di catapultare il lettore all’interno della scena, rendendola viva come finora solo il teatro era riuscito a fare. E con cio’ non si puo’ che dare ragione al grande critico Roman Policosky quando afferma che “i libri di Ornella sono la trasposizione letteraria dei fatti del mondo”.
    Ma la rivoluzionaria Ornella non si limita solo al linguaggio.
    L’ambientazione è una parte essenziale della sua arte. Case con planimetrie folli, mutevoli, che si arricchiscono – secondo le necessita’ della trama – di corridoi, nuovi piani o nuove stanze sono un chiaro riferimento ai lavori dei grandi maestri pittori del secolo scorso (in particolare Dali’, Picasso, Kandinsky). Lo stesso vale per l’urbanistica dei paesi in cui si svolge la vicenda che è un ovvio omaggio ai lavori del grande Escher.
    E in ultimo, ma forse è proprio questo l’aspetto piu’ dirompente della poetica Ornelliana, i personaggi. Questi si muovono in maniera totalmente illogica e incoerente come se non possedessero una volonta’ propria ma venissero guidati come marionette da una forza esterna. E allora si capisce perche’ le donne danzano per strada e nessuno chiama la neuro, perche’ Patrizia indossa per 2 mesi lo stesso vestito e trova ugualmente qualche sciagurato che, invece di scappare per il fetore, si accompagna con lei.
    In definitiva questo libro parla del libero arbitrio, della follia della vita quotidiana, tematiche che mai erano state affrontate con cosi’ tanta forza e naturalezza. Siamo tutti testimoni di un evento epocale nella storia della letteratura, tra 100 anni sara’ oggetto di studio in tutte le scuole del mondo.

    1. Io manderei la recensione ad Ornella, da usare come presentazione del libro all’editore.
      La reazione di Ornella se e quando la leggerà: “eeeeh?! Boh?! Mah!”
      La reazione dell’editore:
      -Dopo la lettura della recensione. (utilizzabile come prefazione), ma PRIMA della lettura del “romanzo”: “uhm, interessante…Davvero interessante!”
      -Dopo la lettura del “romanzo”: “ma che cazz… No, ma dai! Cos’è questa m***a! Ma come c***o scrive questa! Oh, grazie per lo scherzone, eh!”

    2. Ottima analisi. In effetti dalla poetica Orwelliana alla poetica Ornelliana e’ un attimo (scusa, non ho resistito): come lo scrittore inglese, Ornella reinterpreta la realta’ cambiando particolari chiave per creare un ipotetico futuro. In questo caso mi pare chiaro che stia esplorando una realta’ alternativa in cui l’LSD e’ legale e largamente usato.

  6. Senza commenti, senza complimenti.
    È come una caprese, ma senza mozzarella.
    Ha lasciato tutti riviliti (o rivilati?)

  7. “…adagia mettendola in posizione per parlare…”
    Quindi, si parla adagiati e si gioisce seduti… equilibrato, mi sembra. Ogni cosa a suo modo.
    Almeno si è capito a cosa servivano le donne danzanti: a far scomparire il misterioso delatore… Succede sempre così nei film dei grandi registi: a un certo punto un particolare minore, apparentemente casuale, diviene l’elemento giusto al momento giusto per sbrogliare una situazione. Ornella ha la mano del grande sceneggiatore!
    La cosa più atroce? Inizio anch’io a aspettare l’ora per vedere cos’altro riesce a inventare… Aiuto!

  8. Oddio, ma questa riesce a portare il disagio verso nuove e più alte cime ogni volta che formula una frase… Patrizia apparentemente sa comprendere quando le persone non apprezzano il suo giudizio ma non è in grado né di sedersi né di assumere una posa senza che qualcun’altro lo faccia per lei, insomma, ma è un manichino con qualche forma di coscienza di sé ‘sta Patrizia? A quanto pare il tizio, oltre ad essere sportivo e cristiano praticante, è pure uno stalker (mi ricorda un certo Luigi Destino…), Patrizia dal canto suo mostra che i pochi neuroni che le sono rimasti nella scatola cranica stanno morendo peggio di un tizio che si è fatto una serata a suon di shot alla candeggina: non solo crede ciecamente ad un perfetto sconosciuto, ma nemmeno si interroga su chi lui sia e sul perché sappia queste cose… anzi! Non arriva nemmeno a capire che le parole “una persona a te vicina” sono usate come metafora e non in senso letterale.
    A quanto pare poi le due mign… DANZATRICI sono pure in combutta con lo stalker dato che al momento opportuno si sono avvicinate per permettere al tizio di sparire in una maniera che funziona solo in Assassin’s Creed, riesco quasi ad immaginarmi Patrizia con la “V” gialla sulla testa che si guarda attorno dicendo: “dov’è finito??” mentre lui se ne sta lì dritto di fronte a lei.
    L’unica persona che sembra avere una qualche sorta di intelligenza non da invertebrato è Agata, che in questo periodo di due mesi ha fatto la saggia scelta di impedire a quella ritardata di sua sorella di tornare a vivere a spese sue (anche se non è poi così intelligente comunque: se sostituisci le chiavi di casa per impedire a tua sorella di rientrarci, perché prima le telefoni dicendole di tornare? Si tratta di una trollata o cosa?)… temo però che cambiare la serratura non sarà sufficiente per fermare ‘sta disadattata.

  9. Ma…ma… Come?! Questo la porta alla panchina, dal racconto addirittura in braccio,
    e la sistema SOLO PER PARLARLE?! No, ma che delusione!! Per fortuna che Patrizia ci mette del suo sfoderando una inusitata ingenuità (cfr. “ma sei tu la persona vicina a me”) e mettendosi a guardare rapita le danzatrici (due ancora ubriache dalla notte prima? O sono un parto della mente di Patrizia?) con, probabilmente, una bella espressione ebete dipinta sul volto…poi l’uomo CREDENTE (!!!) scompare in un turbinio di danza.
    No, ragazzi, non-è-andata-così, questa è la visione distorta della pazza acida di rosso vestita!
    Ecco come sono andate veramente le cose.
    Il tizio, che potremmo chiamare “Disperato”, ben conoscendo la fama di Patrizia e la sua propensione erotica per le panchine, la trascina su quella più vicina, incurante del fatto che sia un luogo per nulla appartato. Qui cerca di arrivare al dunque, vincendo la repulsione causata dalla scarsa igiene di lei ma la tizia sembra persa nel suo mondo, fa discorsi assurdi su danzatrici piene di grazia. L’uomo, un po’ per il fetore, un po’ per l’evidente insanità mentale della tizia, un po’ perché due poliziotte si stanno avvicinando con aria poco rassicurante alla panchina mentre Patrizia si sta sistemando la sudicia gonna rossa in modo da scoprire la fiorella ansiosa di fare amicizia con la di lui dalia, decide di filarsela in fretta, lasciando Patrizia sola in preda alle sue allucinazioni.

    1. “siediti, ti sistemo per parlare”
      “come, non si scopa?”
      “no, sono credente, e poi ci sono le dervisce rotanti che danzano”
      “che c’entra, anche Don Luca è credente ma si tromba mia sorella Agata”

      1. A me l’idea dei dervisci fa sempre molto ridere, perché mi ricordo di una mia docente, sposata a un fricchettonissimo psicoterapeuta di scuola gestaltica, che un giorno arrivò in classe e, alzando gli occhi al cielo, disse “ho la casa invasa da dervisci, sono ospiti di mio marito”. E noi sapevamo che era sicuramente vero.

  10. SAGACE la nostra Patrizia!
    Purtroppo quello che le sta parlando ora è Epimenide, il cretese, che dice “tutti i cretesi sono bugiardi”, e la poveretta non lo sa.

    P.S. per Distruggere:
    Il titolo corretto dovrebbe essere “La rivilazione”.

  11. Patrizia deve essere una bordoll, non so se parla in posizione supina o seduta però!

    1. Supina,suppongo. Per altri servizi si inginocchia. Sai com’è, a forza di frequentare preti…

  12. OK al peggio non c’è mai fine, così come agli strafalcioni della Vate(r) Ornella
    L’uomo “adagia Patrizia in posizione per parlare”; che sarebbe?? a 90°??
    L’uomo poi le RIVILA? Ma non aveva il superpotere?? e non si accorge che la sorella le dice cazzate? Bah misteri della fede!
    E riecco le danzatrici.. ma con “più arte” che anche in questo casa sarebbe?? Boh
    comunque in questo caso anche l’uoo scompare nelle danze…. che capirei fosse in una discoteca… ma sta ballando con due mentecatte… e lui tre e lei non lo trova? oppure “le danze” è un buco nero e allora la cosa si capisce….
    Comunque…. quando arriva a casa l’altra mentecatta le ha cambiato la serratura??

    Bah… parafrasando Homer simpson: “Questo è il peggior capitolo…. per ora!”

    1. Tutto chiaro. Patrizia è in realtà Stinky Girl, la sesta e più potente degli X-Men. Il suo superpotere nacque quando, ancora bambina, fu morsa da una puzzola radioattiva, e consiste nell’inibire l’olfatto del nemico tramite mortifere esalazioni sprigionate da un costume rosso che indossa ininterrottamente da 30 anni.
      E’ celebre per essere stata l’unica in grado di fare un pompino a Reed Richards dei Fantastici Quattro nella fase di sua massima elongazione. Nemmeno Magneto è in grado di sconfiggerla.

  13. Voglio la stessa LSD che prendono le donne danzanti. Scherzi a parte, leggendo della serratura cambiata mi è venuto in mente il servizio delle Iene in cui intervistavano persone che al rientro a casa, trovavano la serratura cambiata dagli abusivi.

  14. Ma quanto è scema Patrizia? Comunque quello che mi preoccupa di più è il fatto che sia una storia vera…

  15. Non ce la posso fare, volevo riscrivere il capitolo in reverse-angle come avevo già fatto con l’episodio della FellatioSullaPanchinaInRivaAlMare ma questo travalica ogni forma di razionalizzazione del racconto. Se la volta precedente c’era un povero disgraziato (oddio, mica tanto, visto il servizietto-regalo di Patrizia) che aveva solo sbagliato strada, questa volta mi pare di capire che il malcapitato in realtà sia una specie di stupratore seriale che in più si avvale dell’aiuto di due complici, probabilmente vittime precedenti soggiogate e ridotte in suo potere che distraggono la preda con danze in mezzo alla strada.
    Questo la mette in posizione… sulla panchina… ma solo per parlare… esattamente quale posizione? Infatti Patrizia, come prima cosa, cerca di sistemarsi il vestito che lui sta tentando di toglierle. La difficoltà di questa operazione non è data dalla resistenza (inesistente, come ben sappiamo) di Patrizia, ma dal fatto che è sempre il solito vestito rosso, talmente unto che scivola come un’anguilla a mollo nel Synt 2000.
    Stupendo lo scambio di battute successivo: “Una persona vicina non ti dice la verità”, e Patrizia in un raro lampo di lucidità lo coglie letteralmente in “fallo”: “Brutto pervertito, sei tu che mi stai vicino con la scusa di parlare e invece mi stai trapanando peggio di un Black&Decker!!!” Però è sufficiente che lui dica “No, non sono io” e Patrizia torna al suo solito stato confusionale, il maniaco fa un cenno alle complici che creano il giusto attimo di confusione e lui “scompare tra le danze” come una Giulia qualsiasi ma senza Polly a correre tra i petali.
    Agata invece ha pensato bene di chiudere la sorella zozzona (in tutti i sensi) fuori di casa: eh già, lei è una prostituta, o una svaligiatrice di appartamenti, o entrambe le cose e si apparta con i preti dietro porte segrete e non vuole avere nulla a che fare con certe depravate!!!

  16. Chissà la delusione di Patrizia per essere stata adagiata nella posizione per parlare (quale sarebbe?) dato che lei sulle panchine ci va per dormire, o per essere donna. Si sistema anche la gonna per cercare di concupire l’uomo CREDENTE (sarà questo il motivo per cui non la adagia in altre posizioni?). Sorvolo sulla rivelazione, inultile per noi lettori, superflua per Patrizia che già aveva deciso di affrontare Agata, ma trovo sublime il “ma sei tu la persona vicino a me adesso”: Ornella ci prende tutti per il naso, sappiatelo.

    1. Concordo sul ci sta prendendo tutti per il naso, la risposta alla domanda “di chi parli?” “Di tua sorella!” è la versione opportunamente edulcorata di “Stocazzo!”

  17. “Una persona a te vicina non ti dice la verità”
    “Ma sei tu la persona vicina a me adesso”
    …. Ma era seria o era una battuta alla Colorado? o.o

  18. In Patrizia c’è qualcosa di moralmente e profondamente sbagliato!!
    Voglio dire: un tizio le chiede informazioni e anziché essere lui a ringraziare con un servizietto, è lui a venir servito…
    Un altro tizio, invece, le da un aiuto rivelandole che nell’universo non siamo soli, ma che, quasi sicuramente Patrizia è universalmente la più stupida fra le creature senzienti e lei cosa fa? Non solo non capisce, ma nemmeno lo ringrazia facendolo “gioire”.
    Ma che morale viene passata a quelle 2, povere creaturine che si fanno leggere il romanzo dalla madre? (perché non sanno leggere, credo)
    PATRIZIA, VERGOGNA!!

  19. Il segreto è che in realtà come nel film Thruman show, è tutto ambientato in un OPG di cui le pazienti sono:
    – le danzatrici per strada
    – la protagonista
    E gli operatori:
    -il prete
    – la sorella
    – gente per strada
    Pensateci.

  20. In realtà secondo me è tutto ambientato in un OPG: le danzatrici e Patrizia sono pazienti, il prete e la sorella sono operatori che lavorano presso la struttura.. un pó alla thruman show. Fine

  21. Quello che mi stupisce, oltre a tutto il resto.. è che in capitoli lunghi quanto un messaggio di WhatsApp..ci siano errori di battitura quali “rivila”. Manco una rilettura, insomma

    1. Succede perché la nostra Vate non ha ancora trovato un editore che “gli” pubblichi i suoi romanzi e di conseguenza quest’ultimi non sono stati sottoposti a revisori degni di questo nome (probabilmente ragazzini di 5elementare sarebbero più che sufficienti, in questo caso)

  22. ‘Ste danzatrici che la perseguitano!! Io avrei già chiamato la polizia delle pancine, fossi stato al suo posto!

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