IL SEGRETO DI PATRIZIA CAP 14 – “Sfrattata”

Capitolo 14 del romanzo Il Segreto di Patrizia della Vate Ornella. Per chi volesse un breve e magistrale riepilogo, può leggere la recensione sui primi 12 capitoli cliccando QUI.

Ma quanto sarebbe bello incontrare Ornella, vero? Beh, è possibile!

Anche quest’anno questo blog è candidato in ben tre categorie alla Festa della Rete che si terrà il 10 novembre a Perugia. Qualora si dovesse prefigurare la vittoria, invierò due inviti speciali all’evento, uno per Sabrina e un altro per Ornella, la nostra scrittrice preferita.

Per votare è molto semplice, dopo aver inserito il vostro nome e la vostra email (quella vera, ma non arriverà mai nessuno spam), votate per almeno dieci categorie (altrimenti il voto sarà nullo) selezionando “Il Signor Distruggere” in:

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Su Sabrina ho poche speranze, ma la presenza di Ornella la darei quasi per scontata!

Ma ora leggiamo questo benedetto capitolo 14

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68 pensieri riguardo “IL SEGRETO DI PATRIZIA CAP 14 – “Sfrattata””

  1. disse Patrizia “divaricando”
    allora è un vizio…

    la porta mi è chiusa… e niente io da bravo nerd ho immaginato…

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    E non riesco a dare torto ad Agata, avere ‘na psicotica stalker ninfomane che non si lava da mesi in casa.. dopo un pò..

    Comunque ho temuto saltasse addosso pure al postino dotato di 2 spalle e
    ben 2 occhi.. ma abbiamo tempo.

      1. in effetti la tua è più pertinente.. al solito sei un geniaccio.
        A mia discolpa, giuro, Gandalf mi è balzato in mente e si è rifiutato di andarsene e si è trasfigurato in Agata, che scaccia Patrizia..

    1. Ma tutte queste specificazioni sull’aspetto fisico che indicano caratteristiche che dovrebbero essere generiche e banali (donna coi capelli, uomo con spalle e occhi, ecc), non saranno dovute al fatto che, in realtà, la storia è ambientata a Monster City e quindi gli abitanti potrebbero essere blu a pallini viola come Sully, avere un solo occhio come Mike e avere serpenti al posto dei capelli come la sua fidanzata.

  2. Patrizia divarica mentre parla e vuole discutere con Agata con le farfalle che volano al soffio del vento? Non è che invece di “sfrattata” il titolo del capitolo dovrebbe essere “strafatta”?
    Comunque #teamAgata tutta la vita.

    1. con strafatta mi hai fatto rotolare dalla sedia..
      Hai vinto l’internet, e anche tutti i pezzi rimanenti del postino.

    1. Io non capisco. Ovviamente non conosce il significato della parola, o ha sbagliato a scrivere ed è intervenuto il correttore automatico: ma che avrà voluto dire? Non trovo un’alternativa plausibile…

      1. Io credo che intendesse “divagando”, ma non avendo idea di cosa voglia dire o di come si scriva il risultato è, ovviamente, “divaricando”. Le psicosi presentano in genere una sorta di schema e le visioni lisergiche della Signora in questione si ripresentano sempre uguali. Almeno spero siano lisergiche.

      2. Ci ho pensato, ma “divagando” è esattamente il contrario di quello che succede: con quella battuta lei starebbe, finalmente, arrivando al punto della telefonata… che frustrazione guarda!

      3. Forse avrebbe voluto scrivere “divagando”, che non c’entra niente lo stesso, ma tanto che gliene importa?

  3. Ma patrizia deve sempre urlare? Non poteva limitarsi a suonare il campanello come farebbe qualsiasi altra persona? Ci credo che Agata ha cambiato la serratura: non solo ha una sorella che vive a spese sue ma pure il vicinato che si lamenta degli schiamazzi.

    “ma presa dall[‘]emozione sbaglia numero e chiama qualcun’altro” sono questi dettagli che fanno di Ornella una grande scrittrice!

    “richiama Agata che risponde senza troppe verità” spero anche senza troppe bugie, di solito basta un “pronto” per rispondere al telefono.

    “divaricando” chi di noi non ha mai divaricato parlando al telefono?

    “apri la porta e parliamo con le farfalle che volano al soffio del vento” vacci piano con gli stupefacenti!

    ” si presenta con due spalle e due occhi”. Ok, abbiamo capito che il postino non è un insetto. Io di solito mi presento con un “buongiorno” o “ciao” il postino invece non ha bisogno di parole, solo di parti del corpo.

    1. Sara, la fioraia di Timidamente Amore, aveva ben altra classe: lei bussava “il” citofono.

  4. Prevedo gioia per quel “qualcun altro” della telefonata.
    “disse Patrizia divaricando” mi sembra giusto, viste le attitudini a darla via, areare la zona ogni tanto.
    “le farfalle che volano al soffio del vento” LSD puro
    “una figura maschile con due spalle e due occhi profondi” sicuramente non era Igor di Frankenstein junior (a chi trova un postino con una spalla in regalo una bambolina)

    1. Ovviamente nel fantastico mondo dell’assurdo di Ornella, i cellulari non contemplano la possibilità di memorizzare numeri e nominativi. Infatti tutti i personaggi sono costretti a ingegnarsi come possono scrivendo i propri numeri sui supporti più disparati (bagni pubblici compresi)

    2. Ho usato proprio quel personaggio come suggerimento in un commento comparsomi parecchio prima di questo, che ancora non avevo letto: bisogna peró ammettere che la gobba (quale gobba?) di Igor risponderebbe al requisito della “profondità spallacea” del postino ?

  5. OK, so che lo dico tutte le volte ma qui (per adesso) abbiamo toccato il fondo dell’ aberrazione umana; anche se sarò smentito al prossimo capitolo!
    Bellissimo il “chiama qualcun’altro”… che c’entra come il cavolo a merenda nello scorrere della storia:
    “Agata risponde senza troppe verità….” Ergo, dice una marea di cazzate!

    Patrizia “divarica” e questo che lei è brava a divaricare, lo sappiamo lo sappiamo bene, vecchio mignottone!!!
    Adesso il tocco di Lisergia Totale:
    “Parliamo con le farfalle che che volano al soffio del vento” COSA COSA COSA??? ma questa sta veramente messa peggio di Jim Morrison !!
    Ma cosa cazzo voleva scrivere Mrs Lobotomia? e soprattutto cosa cazzo significa!
    e perchè dovrebbero parlare con le farfalle? Ma butta giù la porta a martellate e poi finisci tua sorella con lo stesso attrezzo!
    poi… alle due (?) spalle.. le cose sono appunto due:
    o si le spalle sono due e quindi “due spalle”
    o questa neanche rilegge quello che scrive e doveva essere “sue” ma lasciamo fare.

    Chi è?
    IL POSTINO!! eccheccazzo che inventiva! e Dante MUTO per Dio!
    a parte che dalla busta sembra quello di Maria de Filippi ma insomma…
    per lo meno ci dice che nel prossimo “avvincente” (ma dde che) capitolo sapremo perchè la sorella cattiva (ma lavoratrice) ha buttato fuori di casa la nullafacente lazzarona che invece di farne una professione (scinquenta la voca, sciento l’ammore) lo fa per pura e mera passione al primo che le chiede la prima cosa che gli passa per la testa.
    della serie
    “tarapie tapioca come se fosse antani di centro città?”
    Eh?
    Puppa bimba puppa!

    1. il qualcun altro che ha chiamato apparirà magicamente nei prossimi capitoli, naturalmente ‘divaricato’ sulla panchina della gioia!!!!

      1. dici?? ma nn era la notte che portava consiglio?
        il mio consiglio invece è
        Togliete gli allucinogeni (e il vino) a Ornella

      2. La notte che porta consiglio ormai è Passato. Oggi ci sono le farfalle che volano al soffio del vento!
        Bisogna stare sul pezzo, ragazzi. 🙂

  6. Ho capito il problema! Finora avevo cercato di leggere il tutto come se fosse in italiano! Probabilmente si tratta di maggiano.
    Servosterzo a tutti.

  7. Evvai! Aggiungiamo un paio di denunce a quella per stalking per Patrizia: una per sostituzione di persona e una per violazione, sottrazione e distruzione di missiva!! Fosse davvero una “storia vera” potrebbe solo finire in un modo: una condanna a buttare la chiave della cella!!

    Come già ampiamente dimostrato, tutti i romanzi (2) della Vate sono infarciti di protagonisti che sono degli emeriti imbecilli

    Vabbè, divarichiamo va, che è meglio

      1. peccato che il vagabondaggio sia stato abolito (ma solo per patrizia eh)
        occupazione suolo pubblico.. mi ci gioco 5 centesimi che dove è stata per 2 mesi era una capanna abusiva fatta coi cartoni.

  8. Ok, cerchiamo di immaginare come si sono svolti REALMENTE i fatti qui narrati…

    “Aprimi Agata! Aprimi! E se non mi apre Agata almeno mi apra don Luca, Gigi Destino, l’uomo senza TomTom, quello senza orologio, insomma, qualcuno mi apra!!!!” gridò Patrizia, ma tutte queste persone, che la conoscevano fin troppo bene, ritennero più opportuno starsene alla larga.
    Patrizia prese il cellulare, ma era talmente intrippata che sbagliò numero; rispose Ugo Cornacchia, vispo ottuagenario con la passione per gli hentai giapponesi a base di collegiali minorenni discinte, il quale si accordò per aprirla ben volentieri in svariate posizioni di lì a mezz’ora sulla panchina seminascosta davanti alla (ex) casa di lei.
    Finalmente Patrizia riuscì a parlare con la sorella e, pregustando l’incontro con Ugo, cominciò già a fare un po’ di stretching divaricando tutto il divaricabile.
    “Vattene da casa mia – rispose Agata – io almeno mi faccio pagare le prestazioni, mica la do gratis a chiunque respiri”
    Patrizia cercò di confonderle le idee: “Parliamo con le farfalle che volano al soffio del vento”
    Ma Agata non ci cascò e rispose prontamente: “L’unica farfalla che vola col vento è quella che tieni in mezzo alle gambe, pervertita!!!”
    In quel momento (vabbè la luce del sole che invade il portone è troppo anche per me!) un uomo non deforme (aveva sia due spalle che due occhi, quindi corrispondeva perfettamente all’uomo ideale di Patrizia) si avvicinò intimorito chiedendo: “Sei tu Agata…” e non riuscì nemmeno a dire il cognome perché Patrizia gli saltò addosso urlando: “Siiii, sono Agata, Alice, Barbara, Patrizia, Ermengarda, sono chi vuoi, vieni con me sulla panchina, sono già tutta divaricata…”
    Un ceffone ben assestato ricondusse alla calma la disgraziata che, con sommo dispiacere, si vide consegnare solamente una lettera. Dentro trovò il segreto che sua sorella le nascondeva da anni ma… chissenefrega!!!! Ugo Cornacchia stava arrivando spingendo il deambulatore a passo di marcia, un sorriso lascivo sulle labbra e una confezione famigliare di Viagra in mano.

    1. Comincio a pensare che Ornella sia in realtà uno degli esilaranti personaggi creati da Lillo e Greg per 610. Dopo il romanzo “Fiore Calabro”, ci propineranno “Timidamente Amore” e “il segreto di Patrizia” in versione radiofonica, con tanto di commento da parte del Grande Capo Estiqaatsi.

  9. Ma… manda via il postino così? Senza ringraziarlo?! Eppure camminava: avrà avuto anche altre parti del corpo, oltre alle spalle…

  10. Non ce la faccio a commentare, mi si sono divaricati gli emisferi cerebrali.
    Solo una piccola annotazione: ma quanta, quanta, quanta FAME ha Ornella/Patrizia?!

      1. A questo punto occorre riconsiderare il vero ruolo dell’Ancella della Gioia di “Mamme vegane contro l’invidia”. Per chi non ricordasse l’episodio, era una delle candidate alla carica di Admin, poi estromessa da Vipera con la sapiente quanto perfida regia del Sig. Distruggere.

  11. Leggendo la sexyssima (nelle intenzioni di Ornella) descrizione del postino, ho seriamente temuto l’ennesima incursione nella trama da pornazzo. E invece, saggiamente, il bravuomo le molla la lettera e fugge.

    1. Si ma ha tradito le nostre aspettative. E, naturalmente, anche quelle di Patrizia, ancora scossa per la posizione in cui l’uomo credente l’aveva adagiata sulla panchina proprio quel giorno

  12. Se Ornella esiste veramente o ci prende in giro o è arida come una zolla. Scopriamo oggi che è possibile rispondere dalla porta, e non da dentro casa, e anche senza troppe verità: nel mondo di Patrizia anche questo è possibile, così come parlare con le farfalle, grandi oratrici dalla notte dei tempi.
    Ma cosa cavolo significa “disse divaricando”? Divaricando cosa, santiddio?! Forse si è dimenticata di aggiungere il complemento oggetto; ho capito, deve essere una di “quelle cosce aperte”.
    Per fortuna il postino si presenta con due spalle, altrimenti dove appoggia la borsa con la posta dentro? Li selezionano apposta con due spalle.
    Ma poi il segreto è di Patrizia o di Agata?

    1. Come ho già scritto a commento del post di Lupo, io comincio a pensare che Ornella non esista, e sia in realtà uno degli esilaranti personaggi creati dai geniali conduttori di 610. Dopo il romanzo “Fiore Calabro”, Lillo e Greg ci offriranno “Timidamente Amore” e “il segreto di Patrizia” in versione radiofonica, con tanto di commento da parte del Grande Capo Estiqaatsi.

      1. Ornella deve essere l’autrice delle battute de “L’uomo che non capiva troppo”

    1. Sto studiacchiando russo. Parolacce comprese, ovvio. E stamattina ho scoperto che un modo particolarmente colorito di dire “palle”, in russo, è “accumulatori” (traslittero malamente).
      E niente, quindi è da stamattina che qualsiasi accenno ai testicoli mi fa ridere come una deficiente.

      1. Ti ammiro sinceramente. Ho sempre pensato che a studiare il russo uno si faccia due accumulatori grossi come due mongolfiere.

  13. Pure il correttore automatico di Ornella si è convinto che Patrizia sia una zoccola. Forse ha corretto “divagando” in “divaricando”? Non lo sapremo mai.

  14. A megli uomini con le spalle profonde mi sono sempre piaciuti, hanno quel non so che di sexy…. strano che il postino non abbia preso niente in cambio, magari ci è pure rimasto male perché Patrizia non si è inginocchiata (dal momento che tutti nella storia hanno avuto un bel servizietto sulla nascosta,ma visibile,panchina) porca tr*** ti chiedo se sei tu Agata e ti consegno una lettera, cazzo mi son anche sbilanciato rispetto agli altri! Eh cazzo non si fa così però!

    1. E chi ti ha detto che il postino non abbia preso niente? Ricordati che Patrizia a inizio capitolo aveva divaricato!

      1. Giusto, dato che non è scritto,quindi ognuno può farsi tutti i baggiani che vuole, allora nella mia testa la penseró così,nel rispetto di quel postino, si merita anche lui una gioia.

  15. Certo che in quella città (essendo tratta da storia vera) hanno proprio dei postini del cacchio…. puoi anche rispondere a nome di chiunque che a loro frega un cazzo…” lei è il signor Pablo Escobar?”
    “Si”
    “ c è una lettera x te, arrivederci, vado in pausa pranzo e chi si è visto si è visto“
    Alla faccia della privacy. È quasi più professionale il postino di Maria de Filippi che almeno tenta di farti delle domande a trabocchetto per sapere se sei davvero tu o no il destinatario.

  16. E dopo quello di Bocca di rosa e Mani d’angelo, la nostra divaricatrice si guadagna anche il titolo di Cosce aperte. Purtroppo però ha il dono sbagliato: se invece di accorgersi che gli altri non apprezzano il suo giudizio avesse la capacità di sapere quale giudizio hanno gli altri su di lei, oggi non sarebbe fuori da casa di Agata a implorarla di parlare con le farfalle…

    1. “se invece di accorgersi che gli altri non apprezzano il suo giudizio avesse la capacità di sapere quale giudizio hanno gli altri su di lei, oggi non sarebbe fuori da casa di Agata a implorarla di parlare con le farfalle…”
      Ma lol! XD In effetti…c’era qualcosa che non tornava, in tutto il romanzo.
      Cioè, una più delle altre, ecco…

  17. Esilarante dalla prima all’ultima riga, decisamente il capitolo più comico del “romanzo”, una risata continua.
    “Dice Patrizia divaricando”. Si intuisce COSA divarica, non si capisce PERCHE’… almeno fino a quando non bussa il postino, che come noto bussa sempre due volte, specie se è un essere mostruoso con due spalle e due occhi.
    Patrizia, strafatta di LSD fornitole dall’ultimo tizio che l’ha accomodata sulla panchina, dice “apri la porta e parliamo con le farfalle che volano al soffio del vento”, ma ovviamente le farfalle che volano al soffio del vento si rifiutano di parlare con sta pazza furiosa, e la porta rimane chiusa a 5 mandate.
    Molto interessante, peraltro, l’innovazione in chiave domotica proposta dalla Vate: come si interrompe la telefonata, la luce del sole invade il portone. Se la estendiamo ai messaggi WhatsApp, prevedo significativi risparmi energetici.

  18. Il postino ha 2 spalle e 2 occhi profondi…le spalle profonde mi inquietano assai: ma sarà mica un “freak” il postino? Cioè bisogna essere belli deformi per avere le spalle profonde!
    Comunque peccato, il postino, agata…ci veniva fuori un bel porno!
    Per concludere faccio notare un artifizio stilistico: la chiamata sbagliata al cellulare.
    Ci rendiamo conto che questa si inventa una simile cacata per scrivere una riga in più?!?
    Basta, io voglio usare violenza a ornella: uniamoci e picchiamola!

  19. Il colpo di classe del capitolo:
    “dall emozione” (senza apostrofo), “qualcun’altro” (con l’apostrofo)

    Comunque oramai e’ chiaro che Agata non e’ che l’altra (o forse una delle altre) personalita’ di Patrizia. Io mi sto immaginando una trama tipo “Shutter Island”.
    Patrizia in realtà è ospite di una comunità per il recupero di persone con gravi problemi mentali, e si è costruita un suo mondo immaginario in cui vivere.
    Ecco il perche’ del vestito rosso: è l’uniforme indossata da tutti i pazienti.
    Le 2 donne danzanti non sono altro che le infermiere che le fanno le iniezioni quotidiane, la panchina potrebbe essere il lettino con le fasce di contenimento e gli uomini gli inservienti che la immobilizzano sul lettino nei suoi momenti piu’ violenti.
    L’ultima parte del “capitolo” potrebbe essere Patrizia rinchiusa nella stanza con le pareti imbottite che tenta di uscire, il “sei tu Agata?” del postino in realta’ è la domanda dello psichiatra che sta cercando di capire con quale delle personalità ha a che fare in quel momento.

  20. Anche se il postino le fa una domanda a caso come tutti gli gli altri (“Sei tu Agata?”) lei non se lo chiava subito sulla panchina!
    Se io fossi il postino ci rimarrei malissimo, ecchecccavolo, e perché a tutti sì e a me no?!

  21. da che mondo è mondo un postino si riconosce perchè fa tutto in coppie di due: due spalle, due occhi e suona sempre due volte.

  22. Secondo me nella sua mente distorta “divaricando” significa “divagando”…la Vate è andata per assonanza e ha scelto una parola simile ma di significato completamente diverso, dando origine ad una nuova figura retorica.

  23. Sempre più convinta: una malata di mente e una prostituta.. i ruoli sono ovviamente invertibili!!!

  24. Cap.9
    “Patrizia, sono due mesi che non torni a casa”.
    Cap.14
    “La porta è chiusa perché quella è casa mia e non voglio più vivere con te”.
    – Quindi avevo ragione e Agata ha chiesto a Patrizia di tornare solo perché voleva trollarla!

    – Però… che culo! Proprio nel momento in cui era di fronte a casa di Agata è arrivato un postino che non aveva mai visto Agata e che, invece di mettere la posta nella buca lettere, la consegna proprio a Patrizia che guarda il caso scopre essere una lettera che svela il mistero che sua sorella le stava nascondendo (perché nel paese di Patrizia i telefoni sono uno strumento narrativo che esistono quando devono portare avanti la trama e non esistono quando la trama deve andare avanti)…qualcuno dovrebbe dire alla Vate che l’utilizzo persistente di deus ex machina per portare avanti il racconto è il primo sintomo dell’incapacità dello scrittore nel risolvere logicamente la trama che lui stesso crea.

    – Tra l’altro… mi accorgo solo ora che Patrizia (o meglio, la Vate) ha un serio problema a relazionarsi con le altre donne: escludendo protagonista (Patrizia) e deuteragonista (Agata), tutte le comparse con cui Patrizia ha avuto a che fare sono maschi, l’unico altro personaggio femminile con cui si è apertamente confrontata è stata classificata come troia e sciatta ancor prima di rivolgerle la parola e le tipe danzanti di fronte alla chiesa, seppur non ci abbia avuto a che fare direttamente, le ha sottilmente definite come “vestite da mignotte”.

  25. Le farfalle che volano al soffio del vento portano consiglio.
    Quella vuole parlare con la sorella e divarica (cosa?)….è una ninfomane! Porcellina.
    Il postino (“con due spalle e due occhi profondi”) all’inizio me lo sono immaginato un po’ Hulk, da come l’ha descritto..!

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