64 pensieri riguardo “IL SEGRETO DI PATRIZIA CAP 17 – “Il demone””

  1. Caos e sinestesia accidentale.

    E l’obiettivo finale, quello di sbagliare ogni singola parola, sempre più vicino.

  2. Qui, tra demoni e cuori appoggiati sul tavolo, si vira verso lo splatter horror!
    Con una strizzata d’occhio agli shark-movies (“[…] dice Patrizia camminando intorno al lui“).
    Chiaro poi il tributo a Monicelli, che si può notare nel personaggio di Agata, che parla per supercazzole.

    1. Io non vedo splatter: preferisco pensare che il cuore sul tavolo sia affine al manico antico, e che per appoggiarlo basti abbassare la zip.

  3. Finalmente un commento sensato, una che si è accorta che Patrizia continua a volerci mettere di mezzo “Prete” ma lui non se la in***a proprio (nel senso che non la considera, in senso letterale non si sa mai).

  4. Devo ringraziare Ornella, la prossima volta che in una discussione mi diranno “per quale motivo l’hai fatto?” potrò chiudere con “per i motivi delle ragioni”.

    1. E’ il secondo dono che ci fa. Il primo è stato il meraviglioso “Il silenzio ai sentimenti” per murare un tizio in vena di rapporti sessuali occasionali mentre tu non ne hai la benché minima intenzione e non vuoi subire quello che gli americani chiamano “grey rape”.

  5. D’accordo con la signora del secondo commento! Perché perdere tempo con il prete che non ha sentimenti?? 🙂
    D’altronde “non puoi entrare in un luogo che è chiuso per i motivi delle ragioni”..!

    P.s. CAVOLO SIGNIFICA??? IL SENSO LOGICO..DOVE STA?!?!

  6. Ma qui siamo a livelli di arte ineguagliati! I dialoghi sono quasi a livello di “The Lady” di Lory Del Santo! Mitica!

      1. Non farlo, salvati!!!
        Anzi…va, qualcosina puoi guardarla, almeno ci sono belle ragazze poco vestite. Togli l’audio, magari.

      2. Mannaggia mo mi tocca cercarlo.. comunque no l’audio lo tengo, cazzarola l’audio è il bello..
        Da ragazzo, non sono mai stato appassionato di pornografia , nemmeno di “soft”, non per mancanza di interesse all’argomento , è che da un lato avevo un culo spudorato, unito ad una eclatante “faccia da gomito” , nel relazionarmi, dall’ altro perché mi distraevo a guardare i filmetti, mi ritrovavo regolarmente a ridere come un’ imbecille per i doppiaggi.
        Ho rovinato irreparabilmente visioni di gruppo di film pecorecci agli amichetti dell’ epoca.

  7. Guglielmo è un pallonaro: sapeva dell’esistenza di Patrizia, perché nel capitolo precedente aveva chiesto ad Agata se voleva invitarla al matrimonio. Nel frattempo Prete ha cambiato numero, per evitare rotture di scatole almeno al telefono; probabilmente ha chiesto anche di essere trasferito, ma la Curia prende tempo.
    Anche il mio sguardo avrebbe tante cose da dire ad Ornella, troppe…

    1. Cercare il filo logico equivale ad autoflagellarsi.
      Una persona di media cultura che cercasse di analizzare tutto il racconto (vale a dire tutte e 30 le deiezioni in una singola seduta) rischierebbe la catatonia.

      1. Forse la ragione dei motivi sta nel fatto che la mia cultura è sotto la media, pari a quella delle pancine. Oddio…

    2. Sono andato a rileggermi il capitolo 15, hai perfettamente ragione.
      E ho capito anche perchè non lo ricordavo, probabilmente la frase successiva di Agata mi aveva resettato la memoria.
      Un po’ mi preoccupi però.

    3. Ma… ma… tu riesci davvero a seguire la trama??? Io vado in overflow ad ogni capitolo, per metabolizzare questo ho dovuto prima rimuovere il capitolo precedente

      1. C’era la risposta oracolare di Agata, per questo me lo ricordo. La trama ho smesso di seguirla al primo capitolo

  8. Che perla!
    Si inizia dal ciao detto con lo sguardo (dovrei allenare anch’io le pupille per farglielo dire), poi vuole sapere del loro futuro (ma quale?) girando intorno al lui, in cui “lui” non è più un pronome ma un sostantivo per denotare l’importanza di Guglielmo per lei (se avesse scritto “all’ui” sarebbe stato più epico, ma vabbè).
    Le preghiere di Agata, poi, non hanno effetto, perché ormai la sorella è abituata a sentirsi dire di continuo “Patrizia vattene” e non ci fa più caso; ormai ha tutti “i motivi delle ragioni” per chiuderla fuori di casa.
    Infine il dono di Patrizia viene fuori così, a caso, perciò deduce che ci sia un demone e chiama l’insensibile Don Luca, che a questo punto l’ha bloccata e denunciata in Questura.
    Quest’opera ha lo spessore di Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, con Don Luca in un ruolo antitetico a Frollo; se Frollo, tramite Esmeralda, scopriva i desideri e le passioni carnali che lo allontanavano da Dio, qui a Don Luca, tramite Patrizia, subentra una voglia irrefrenabile di tagliarsi le palle, accettando con gioia l’imposizione del celibato ecclesiastico.

    1. Forse Ornella ci ha voluto sommessamente svelare, finalmente, qual è il segreto di Patrizia, del quale non ha più fatto cenno: è una medium, che entra in contatto con i demoni e le anime dei defunti. Il vestito rosso non sarà casuale e nemmeno il fatto che non si cambi da mesi

    2. “qui a Don Luca, tramite Patrizia, subentra una voglia irrefrenabile di
      tagliarsi le palle, accettando con gioia l’imposizione del celibato
      ecclesiastico.”
      92 minuti di applausi.

  9. Ha aperto pure un varco metanarrativo quando, alla ricerca di sinonimi per “Patrizia”, ha saggiamente deciso che poteva chiamarla “la protagonista”. Sempre bravissima!

    1. Esatto, quando ho letto “la protagonista” mi si è aperto un varco interdimensionale sotto ai piedi, ed adesso non so più dove mi trovo.

  10. Al cuore sul tavolo sono stramazzata. Tutto il resto, tra luci melodiose, motivi delle ragioni e presenze demoniache, l’ho letto in una sorta di trance post mortem…

    1. Mi ha incideltalmente evocato lo stralcio di un monologo di Alessandro Bergonzoni: “Amore, ti parlo col cuore in mano, quindi coi polsini tutti insanguinati”
      Bergonzoni, però, scrive giochi di parole e pezzi surreali di proposito… qui invece siamo a un passo dalla scoperta di un nuovo quadro clinico in ambito cognitivo: il dislinguismo randomatico ossessivo.

      1. Mi ricorda anche il discorso alle truppe che il nostro docente di Armonia complementare ci fece la lezione prima dell’esame “Ragazzi, vi parlo col cuore in mano”
        “Maestro, ma che impressione!”
        …ci restò un po’ male.

  11. Il cuore sul t
    Ciò che davvero mi sconcerta, per non dire mi fa incazzare come una pantera, è che se ornella è quella brava e le altre si complimentano, allora le altre hanno varie trisomie cromosomiche! E votano, si riproducono ecc. ecc. vabbè si torna sempre alle pancine con le perfettine laureate al classico, la borsa LiVorno e altre merdate sulle quali mollerei il sergente Hartmann a piedi pari!
    Ma che cazzo!

  12. Ed ecco la deriva paranormale.

    Secondo me i racconti di Ornella, se letti al contrario hanno un senso. Letti normalmente evocano il maligno.
    “Esci da questo corpo” disse l’uomo parlando al suo cuore.

  13. “Non puoi entrare in un luogo che è chiuso per i motivi delle ragioni.”
    Risponde Agata.
    Patrizia e Guglielmo si guardano e pensano tra di loro: “Ma che cazzo sta a di’ ‘sta sciroccata?”

  14. è un deposito, un negozio di fiori o di cianfrusaglie varie?? Non capisco
    Agata ha in gestione un negozio di cinesi a questo punto! Ci si trova di tutto e di più !

  15. “I motivi delle ragioni” is the new “ti amo di bene” e “finiscila di smetterla”.

  16. Questa volta la Vate ha superato se stessa! Ed era ben difficile! Un’accozzaglia di parole e di scemenze mai vista prima, è quasi roba da Guinness!
    Si inizia col dialogo tra i due: lo sguardo di lui dice “ciao”, lo sguardo di lei non è “in altre direzioni (non poteva dire “lo guardava negli occhi”? mah), lui fa una domanda qualsiasi, lei risponde e lui dice di non sapere che Agata ha una sorella, ma forse voleva dire che non sapeva che la sorella fosse proprio quella, cioè la panchinara col vestito rosso. A quel punto lei gli cammina intorno, forse per metterlo a proprio agio o forse per metterlo alle strette, chissà, e gli chiede lumi sul loro futuro, mentre la luce melodiosa e selettiva illumina soltanto i candelabri in vendita.
    Ma finalmente arriva Agata, che salva il malcapitato Guglielmo dall’imbarazzo di dover spiegare che la condivisione di una panchina per cinque minuti non implica una promessa di vita insieme. La bisbetica aggredisce la sorella con un “vattene!”, e per darsi importanza tira fuori una frase che aveva letto nella carta di un cioccolatino e che ora non ricorda più…quindi sbaglia la citazione e precipita nell’ermetismo, ma ottiene comunque l’effetto di sbarazzarsi della sorella, che se ne va a dormire nella casa ereditata dalla nonna. Patrizia ha la decenza di star zitta , anche se capisce che Guglielmo vorrebbe fuggire a gambe levate, ma poi esce e prova a chiamare Prete con la scusa del demone che tormenta i suoi cari. Da notare che Patrizia definisce “cari” una sorella che l’ha sfrattata e un uomo che la saluta a stento, e Prete ha fatto il voto di castità e povertà ma non di pazienza, e quindi ha sostituito la SIM pur di non sentirla più. Povera protagonista, e pensare che è pure una storia vera.

    1. Roba da Guinness, nel senso che dopo aver letto un capitolo della Vate mi devo fare 5-6 birre per riprendermi!

    1. Nooo macché, vedrai che con la prima riga del prossimo capitolo la Vate scioglierà l’enigma scrivendo che la sua dolce, inzaccherata, succhia-boccioli Patrizia avrà sbagliato di nuovo numero di telefono!!

  17. “Patrizia e Guglielmo si guardano e pensano tra di loro che per il momento era meglio non dire altro” …io invece credevo che si fossero scambiati uno sguardo interrogativo chiedendosi “ma che cazzo voleva dire?”
    Comunque sempre bravissima, Orne’, vai così che vai forte!!

  18. “Per i motivi delle ragioni” merita di entrare in ogni testo di letteratura. Puoi anche girarlo in “Per le ragioni dei motivi” senza che perda il suo potere allucinogeno. Ornella è la mia nuova eroina (lascio a voi stabilire se eroe al femminile o droga pesante)!!!

  19. Una scena horror, immagino gli artigli del demone che entrano nel petto di Guglielmo, gli strappano il cuore e lo appoggiano sul tavolo, mentre il luogo è chiuso per i motivi delle ragioni che il cell di Don Luca è spento, dato che pure lui sarà andato a mignotte.

  20. Cosa cazzo significa “Non puoi entrare in un luogo che è chiuso per i motivi delle ragioni”? Ornella vai fumare meno droga ad Agata …

  21. Certo che se Patrizia non si lava mai le mani dopo, non ci vuole poi mica un dono a capire perché gli altri non hanno apprezzato la stretta!!

    1. Immagina quanto possono apprezzare se dà loro un bacio dopo aver sollazzato qualcuno sulla panchina….

  22. Fantastico! Fantastico se non altro per le similitudini “ad minchiam” e le supercazzole varie
    Vorrei comunque sapere come può fare il caro Guglielmo ad appoggiare il cuore sul tavolo… non è suo? ne ha comperato alla Superal per mangarselo la sera con olio e sale? la Vate(R) dovrebbe sare che se invece è del personaggio questo sicuramente sta per morire in 3,2,1, out.
    La cosa comunque mi ha fatto pensare al primo film di Indiana Jones… quando l’indiano strappa dal petto il cuore al poveraccio; ma andiamo avanti
    La luce “Melodiosa”…. qualcuno mi dica come può essere melodiosa o con quale stupefacente la si può avere perchè in tal caso lo compro subito
    e su tutte:
    “La porta è chiusa per IL MOTIVO DELLE RAGIONI!”
    Poteva dire tranquillamente “col tarapie tapioca come se fosse antani di portachiusa mi importa una blinda sega” e sarebbe stata la stessa!

    Vorrei poter chiedere alla scrittirice cosa cazzo le sia frullato per la testa quando ha scritto questa cosa o cosa tentava di voler dire.
    Tutte le volte che le si “attiva” il dono invece ripenso a “supersex” (e questa la capisce solo chi è over 40…)
    Adesso arriva anche il demone…. che voglia “suchiare” anche questo? Vedremo!

    Soliti verbi alla carogna, ma ormai non ci si fa più nemmeno caso.

  23. Corso di Ornellese
    Modulo 4, lezione 2
    Locuzioni stupefacenti

    Questa caratteristica dell’Ornellese si colloca nell’interregno tra la supercazzola e il delirio. Conferendo un tocco quasi oppiaceo alla narrazione, lascia il lettore/interlocutore in uno stato di dubbio e stupore, ancor più se accompagnato all’uso della “rotazione impazzita dei tempi verbali” (rif. mod1, lez2) e del “disdegno della concordanza dei pronomi” (rif. mod1, lez5).

    Esempio

    Il capo gli chiede: “Come mai non hai ancora consegnato il resoconto trimestrale?”
    Lei rispose: “Esatto. Non potevo perché non è pronto per i motivi delle ragioni.”

  24. Ho provato a leggerlo tutto “dalla fine all inizio”( cioè si, dal basso verso L alto)….e davvero ha un senso compiuto! Provateci!

  25. Visto che una luce melodiosa illumina i candelabri il luogo potrebbe essere proprio questo: il negozio di StoffeCandelabriFioriDivaniGioielliCarabattoleCoseacaso di Agata

  26. “per i motivi delle ragioni” è il nuovo “vuolsi così colà dove si puote cio che si vuole”…Dante spostati veloce

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