CUCINE DA INCUBO – LA RECENSIONE DISTRUTTIVA

Non lo faccio di proposito. Lo giuro. Non scelgo una cosa che piace a tutti per il solo gusto di parlarne male. La verità è che io ho problemi di alimentazione, nel senso che seguo un regime alimentare, per via della palestra, estremamente difficile e rompi coglioni. Per cercare di contenere il senso di fame che spesso la sera mi assale, mi distraggo come posso. L’altro giorno, su YouTube, becco le puntate pirata di Cucine da Incubo Italia, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, e mi sono detto: “magari guardare piatti nauseabondi mi aiuterà”. Guardo un episodio e la mia prima impressione è stata positiva, l’ho trovato carino come programma. Partiamo dal presupposto però che, se non si parla del telegiornale, tutto quello che vedo in tv lo considero in automatico: falso, recitato, ingigantito e pateticizzato. Quindi io parto sempre con i piedi di piombo, ma quello che ho compreso nella visione degli altri episodi mi ha realmente lasciato perplesso.

Allora, tutti gli episodi seguono lo stesso identico schema. Lo stesso. Leggetevi questo riassunto e poi guardatevi una puntata a caso e venite in seguito qui a dirmi se non ho ragione. So benissimo che il programma copia il format di quello inglese, ma questa più che una scusa la considero un’aggravante.

  • Inizia la puntata e il Cannavacciuolo, parlando con il nulla, elenca una serie di sue considerazioni/critiche personali sull’esterno del locale. E lo fa con delle doti recitative che quasi, quasi, mi convincono, facendomi però rivalutare, totalmente, quelle del cast di The Lady. Giustamente è uno chef, non un attore. Quindi se lo metti a recitare una parte il senso del ridicolo lo si sfiora in un attimo;

  • lo chef arriva sorprendendo i titolari e i dipendenti del locale. Strano che non abbiano notato la troupe della FOX che stava già dentro a riprendere la scena della sorpresa, né il loro furgone nel parcheggio, né la strada chiusa al traffico per le riprese degli esterni a partire dalla mezza giornata precedente. Questi sbadatoni. Io ho lavorato tanti anni nella ristorazione, tizi con telecamere e luci che entrano e si mettono nell’atrio d’ingresso probabilmente li avrei notati, ma io sono un pignolo;

  • lo chef si accomoda e ordina dal menù una serie di cose che, puntualmente, mettono la cucina in crisi. Non c’è quasi alcuna materia prima. Avranno dimenticato il suo arrivo, per questo il frigo è quasi vuoto. Avranno anche dimenticato di dover aprire quel giorno il ristorante, visto che se non andava lo chef, comunque, avrebbero dovuto cucinare per qualcuno. Hanno anche dimenticato la candidatura al programma “Cucine da Incubo”, i provini svolti negli studi della FOX, i colloqui, le liberatorie da dover firmare, i soldi ricevuti per la collaborazione e l’annuncio della data di inizio riprese. Una mano di spugna su tutto quello che, probabilmente, rappresenta la cosa più importante della loro vita. Forse però c’è una spiegazione più semplice: magari, cucinando di merda, forse addirittura cadaveri, si saranno infettati tutti con il morbo Creutzfeldt-Jakob e la memoria è la prima cosa che viene a mancare. Anni e anni di Dr House servono a qualcosa;

  • Segue spesso il “momento genio”. Il cuoco locale decide di improvvisare qualche piatto, così da potersi scavare la tomba. Del tipo: Ah, ma abbiamo qui a giudicarci uno chef internazionale, rendiamogli la vita difficile proponendogli delle cozze congelate da sei mesi, con maionese, mostarda, nutella e panna.

  • i piatti che vengono portati allo chef fanno sempre cagare. E questo capita sempre, in tutte le puntate. Hai un solo cliente nel tuo ristorante, uno chef famoso che deve giudicarti, e non ti applichi nemmeno un minimo? Cioè una volta al liceo dissi a mia nonna che le avrei portato a pranzo una compagna di scuola (che per i nonni era sinonimo di fidanzata), staccò il telefono, spense la tv e quel giorno a tavola mancava solo Lumiere a cantare, mentre i piatti incantati formavano al centro la torre Eiffel;

  • il cuoco del ristorante non apprezza le critiche del Cannavacciuolo ai piatti provati, attenzione, le prime critiche. Quelle sui primi piatti, poi, come da copione, penderà totalmente dalle sue labbra;

  • lo chef, dopo la cazziata generale allo staff e al cuoco, si congeda annunciandosi per l’apertura serale del ristorante. Apertura caratterizzata con un fior fiore di clienti, che per essere un ristorante scadente ha più coperti del più rinomato all you can eat della città;

  • il Cannavacciuolo segue l’evolversi della serata dalla cucina e ogni tanto esterna qualche perplessità, critica che poi, puntualmente, i clienti palesano ai camerieri con tanto di telecamera in faccia. Il caso vuole che. I locali cucina sembrano sempre ambientati nelle fogne di Calcutta, ragnatele, grasso, polvere, mobili neri e strofinacci lerci. Ah ma giusto, non c’è stato il tempo di pulire, lo chef è sopraggiunto a “sorpresa”!

  • La serata, ovviamente, è terrificante. E lo chef, prima, durante una pausa, esce fuori dal locale per conferire con il vento una sua massima, poi, a fine servita, fa una merda tutti i presenti;

  • poi c’è il momento patetico, copiato forse alla D’Urso, lo chef diventa psicologo e terapeuta. Risolve il caso umano della puntata, il litigio, la gelosia o la disputa familiare. Questi conflitti vengono risolti grazie alla tecnica psicologico – comportamentale costruttiva, che prevede un simbolico gioco di squadra per aumentare la sintonia del gruppo. Ed ecco che dopo una partita di basket, o di calcetto, o qualcosa che cementi i componenti, miracolosamente vanno poi tutti d’amore e d’accordo. E questo alla faccia di anni e anni di psicoterapie, Freud levate;

  • lo chef tiene una lezione di cucina al responsabile del ristorante oggetto della puntata, umiliandolo. Poi propone un suo menù, il cui ingrediente principale è il frullatore, che riceve solo ovazione da parte di tutto lo staff. Piatti “semplicissimi” e “genuini”, che però solo a guardarli non si saprebbe neanche da dove dover iniziare per prepararli. Ovviamente bisogna dare la falsa idea che sia stato proprio il Cannavacciuolo a cucinare per tutti i presenti. Sicuramente. Non ha importanza se il ristorante è una bettola, se si trova fuori a una discarica o se ci vadano solo i camionisti, da quel momento in poi piatti elaborati e decorazioni da Gambero Rosso. Poi, in più di un episodio, ho notato la presenza dei “rotoloni regina” con etichetta ben in vista sulla scena. Lo chef dice qualcosa tipo “passami un foglio da cucina”, anche se non gli serve a nulla, giusto per dare una scusa alla telecamera di inquadrare quello che presumo essere lo sponsor. Una presenza decisamente velata;

  • “la squadra dello chef” ristruttura il ristorante, anche se, ovviamente, non si tratta della squadra dello chef, che di mestiere cucina e non fa l’interior designer, ma di una ditta pagata. Ristrutturazione che il montaggio suggerisce avvenire in una notte, manco la fata Madrina. La reazione dello staff alla vista del nuovo locale è da sindrome di Stendhal. Bellissimo. Immancabili i cestini di paglia come lampadari, li ho notati in almeno tre ristrutturazioni;

  • riapre il ristorante e arrivano i primi clienti, non comparse eh, clienti. I commenti per il nuovo stile di arredamento sono ovviamente entusiasti. La scena in cui viene detto loro che sarebbero stati ripresi e che era necessario firmare le liberatorie per poter utilizzare poi le immagini, non viene mai mostrata. Giustamente, perché spezzare questa magia nel telespettatore?

  • i clienti iniziano a compiacersi tra di loro per la bontà dei piatti. Tutti i clienti. Sarò io un disamorato nel non esternare un cazzo quando mangio, però vabbè;

  • durante la serata meravigliosa al cuoco prende l’ansia. Quindi Cannavacciuolo riprende il suo ruolo da Taylor Forrester e gli fa terapia nel retro del locale, che puntualmente funziona subito, grazie a un paio di banalità e frasi fatte. Altro che lo xanax;

  • tutti i clienti, di loro iniziativa e in tutte le puntate, chiedono la presenza del cuoco in sala per poter fare un applauso. Manco per Mozart tutto questo riguardo;

  • la serata finisce benissimo, lo chef saluta tutti con altre perle di saggezza e se ne va con la sua auto da solo. Mi aspettavo almeno con un rotolone regina seduto accanto. Immagino che poi la troupe, che lo riprende mentre si allontana, tornerà a Roma a piedi o in taxi.

 

Benissimo. Guardi un episodio e ci credi, guardi un secondo episodio e gridi al caso, ma se poi questo cazzo di schema me lo usi in tutte le puntate, il dubbio che sia tutto recitato a tavolino mi sale. O no? Anche perché se poi andate su TripAdvisor a cercare i ristoranti in questione, alcuni hanno chiuso definitivamente baracca e burattini, altri hanno sfilze di recensioni negative, anche dopo la puntata, che manco Alitalia sul menù di bordo. Questa favola a lieto fine è una puttanata. Dopo aver letto questo  articolo guardatevi una puntata a caso di Cucine da incubo e poi ditemi se sono esagerato. Perché lo fanno? Beh, i ristoratori per ovvi motivi: per soldi, per pubblicità al locale, per divertirsi, per una ristrutturazione gratuita, etc etc. Cannavacciuolo lo fa anch’egli per ovvi motivi, bisogna solo capire voi: quali sono i motivi per cui vi guardate una roba del genere?

ps.

Per i miei prossimi eventi mi troverete domenica 14 maggio all’Adunata di Feudalesimo & Libertà – info qui

Mentre nei giorni 19 – 20 e 21 sarò al salone del libro di Torino allo stand della Echos Edizioni.

 

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25 pensieri riguardo “CUCINE DA INCUBO – LA RECENSIONE DISTRUTTIVA”

  1. Ciao signor Distruggere,
    Ho letto questa tua recensione. Hai ragione, usa lo stesso schema sempre, e dico sempre. Oltre ai tovaglioli Regina ultimamente sta sponsorizzando la Volvo, le pentole agnelli, elettrodomestici kitchenaid (si scrive così? Booo). È vero, fa da attore, psicologo, interior design, probabilmente pure da fravcatore (muratore) ma una cosa ti è sfuggita. Nel nostro mondo (ristoratori) allontanarsi dalla via maestra, perdere il segnale del faro, è un attimo. Credimi è facile non rendersi conto dell’errore, anche se cazzo c’è l’hai davanti agli occhi dalla mattina alla sera. Guardare Antonino mi fa sentire bene perché mi rendo conto che ci sono ristoratori che stanno peggio di me. Non mi lamento delle mie attività, certo potrebbero andare sicuramente meglio, ma tutto sommato non mi lamento. Sono molto esigente con i miei dipendenti, cerco di essere un perfezionista, maniacale nel far sentire il cliente al centro del nostro mondo. Mi rendo conto spesso che la clientela è difficile da accontentare al 100%, io ci provo sempre e so per certo che IO il cliente lo rendo felice, cosa che non posso dire per i miei dipendenti (12 su tre locali). Vedere Antonino che fa lo psicologo invece mi aiuta a confrontarmi con me stesso e con i miei più stretti collaboratori(famiglia) per poi migliorare e dare l’esempio ai dipendenti. Antonino ti mette di fronte alla realtà, come si dice a Napoli nun s n fott proprio se sei un giovanotto alle prime armi o un proprietario di locale di 60 anni. Te lo dice in maniera brutale. Oggi giorno tanti fanno la bella faccia e poi ti smerdano sui vari social. Io preferisco un cliente che mi fa una severa cazziata al banco che 10 recensioni da 5 stelle. Perché li posso confrontarmi. Sto cazz di trip advisor e compagnia bella ha rovinato tante brave persone, che magari non erano un granché come ristoratori, ma si impegnano e ci provano. Antonino questo fa, ci mette una pezza. Ma poi scusami che fastidio ti dà se parla da solo in macchina? O al vento? A me da più fastidio quando lo sento parlare in italiano e si vede che vorrebbe esclamativo qualcosa in napoletano verace ma si trattiene per evitare di fare figuracce. Lui è un grande e continuerò a seguirlo. Credo di essere stato chiaro e di aver spiegato bene il sentimento che prova un ristoratore a seguire cucine da incubo. Spero di riuscire ad incontrarlo un giorno, Buona serata.

    1. ho letto tutto il Bignami e vabbè, però una cosa fattela dì: calmate che c’hai n’età.
      girano pure i meme con i suoi ciak si gira eh, dai indifendibile.

      poi io a tripadvisor gli devo la vita e lo stomaco, chiaro che ai ristoratori non ci viene duro a leggere i commenti ma tant’è, bello: “non sei un granché” e devi provarci sulla mia pelle no dai, no. DAI. no.

      no

  2. Tutto vero, infatti io mi fermo fino alla parte in cui lo chef assaggia i piatti la prima volta perchè mi piace vederlo intento a mangiare pietanze orripilanti (forse sarò cinico io o boh). Per quanto riguarda la parte dei rotoloni Regina, non è una cosa velata, o meglio, non si tratta di pubblicità occulta ma effettivamente all’inizio di ogni puntata c’è un piccolo messaggino che avverte dell’inserimento di prodotti a fini commerciali, è un vero e proprio product placement.

  3. che tristezza mi salgono immagini agghiaccianti solo a leggerne le descrizione, bravo ottimo lavoro

  4. mmmm da dove cominciare….
    intanto hai detto che i telegiornali dicono la verità..,potrei scrivere un articolo lungo almeno quanto quello che ho appena letto…
    -non hai evidenziato il fatto che in ogni puntata, nella prima parte, ogni commensale rimanda indietro il piatto con un commento degno di un critico michelin .. non so le altre persone, ma in 25 anni ho rimandato un solo piatto e solo perché ero molto molto molto molto arrabbiata…

    -“la carta da cucina” non è l’unico elemento di pubblicità, all’inizio e alla fine della puntata viene scritto che sono stati inseriti articoli a scopo pubblicitario, poi, come da te sottolineato, lo chef è una chef, quindi la sua recitazione lascia un po’ a desiderare..

    -ultima cosa… personalmente lo guardo perché la tv offre poca roba di qualità e poca varietà di argomenti…. dopo essermi sorbita per anni e anni serie e programmi che mi insegnavano ad uccidere/tradire nelle maniere più subdole e macabre.. adesso che va di moda il tema “cucina” me lo godo… non sono come te,anche se mi servirebbe una bella dieta e un po’ di palestra, preferisco dedicarmi al cibo, e guardare certi programmi mi da delle idee per far sì che un pomodoro mezzo andato, dimenticato sul fondo del frigo, diventi una cena degna di essere chiamata tale…

  5. A me fa ridere ecco perché lo guardo… sicuramente più credibile di un telegiornale ahahahahah ps: è TV chiaro che sia falso tutto o quasi…

  6. Ho visto le prime due stagioni, iniziando anche io per caso. Il motivo per cui ho continuato è semplice: di norma non sopporto le trasmissioni a sfondo culinario, ma rispetto agli altri chef italiani stellati “televisivi” (vedi Cracco, Bastianich e compagnia) a me Cannavacciuolo fa cappottare dal ridere. E come dicevi tu di mestiere fa il cuoco, non l’attore, quindi questo lo ho sempre visto come un elemento positivo.
    Per quanto riguarda la struttura delle puntate, si capisce subito che sono tutte reazioni “costruite” (su youtube si dovrebbe anche trovare qualche fuori-onda con le “papere” delle varie puntate), ma del resto credo sia impossibile riuscire a fare un reality-show con quel tipo di format.
    Due precisazioni sul resto della tua recensione: in almeno due puntate ho sentito dire a Cannavacciuolo che, tra i 30 piatti serviti all’inizio, uno almeno era buono, quindi dai un minimo di soddisfazione ogni tanto la dà anche lui. Per quanto riguarda i Rotoloni Regina invece, è ben specificato all’inizio di ogni puntata che “questo programma contiene inserimenti di prodotti a fini commerciali” che tradotto vuol dire “ti rompo un po’ meno le palle con la pubblicità ma ogni tanto ci metto in mezzo, a cazzo, i prodotti degli sponsor”.
    Personalmente poi posso dirti che conosco uno dei ristoranti dov’è andato nel corso della prima stagione: al netto di tutto quanto abbiamo detto il proprietario era (perchè dopo qualche mese ha chiuso) REALMENTE un coglione, quindi non c’era alcuna esagerazione “cinematografica”. Chi ci è andato dopo il suo intervento mi ha detto di aver notato un minimo di miglioramento, ma trattandosi di coglionaggine autentica e non amplificata dalla TV, il proprietario è riuscito a mandare in vacca tutto comunque e quindi il locale dopo qualche mese ha chiuso.

  7. È un Format,e quindi c’è uno schema da seguire.. è normale!come dici anche tu,le recensioni su TripAdvisor sono negative, dimostrazione del fatto che dei problemi ci sono ancora, anche dopo il suo arrivo.non si impara a cucinare in un giorno,ma lui ti dà una via da seguire..poi sta a te svoltare!non tutti sono ristoratori…c’è chi lo fa per reinventarsi dopo essere rimasto disoccupato..non tutti sono imprenditori nella testa!avere un ristorante è anche questo!che sia recitato sono d’accordo,ma non credo,per i motivi sopra citati che sia falso..

  8. ti dico solo che anche tutte le centinaia di puntate di Gordon Ramsay sono uguali come copione e solo in una occasione ha mangiato bene. Ma è un caso, è il mondo che è ripetitivo. Ma è un caso, è il mondo che è ripetitivo. Ma è un caso…..

  9. lo stesso schema viene utilizzato per molti altri show, per esempio Ma come ti vesti, che per me è esilarante o Tabata mani di forbice. Ma ce ne sono anche altri, sempre con lo stesso schema. Ora non li guardo più ma mi hanno regalato grandi gioie.

  10. A me piace vederlo perché, a differenza dei suoi colleghi che fanno le stesse cose (tv e cucina) mi dà l’idea di essere più sincero, verace. Poi mi piace la semplicità con cui mostra le ricette. È palese che il programma sia costruito a tavolino, dubito che esistano programmi del genere che vengano registrati in presa diretta e mandati in onda così come sono, ma se uno ne è consapevole non penso che sia un problema.
    Relativamente ai prodotti, è scritto all’inizio e ad ogni ripresa dalla pubblicità che il programma contiene prodotti sponsorizzati.
    Invece lo schema, per il quale non ti si può dar torto nelle prime stagioni, nelle ultime è un po’ cambiato e, per quanto continui a sprizzare buonismo, è un poco più legato alla realtà nella quale vengono visionate le recensioni sul web, la psicologia prêt-à-porter è meno scontata e si fa più spazio a concetti quali stile e conoscenza del lavoro (“piccolezze” come il saper prendere una comanda o saper apparecchiare la tavola).

  11. Una lunga recensione ma non hai visto tutte le puntate. È ovvio che non é tutto spontaneo, ma in linea di massima molto meglio dell`omonimo inglese. I proprietari sono veri e non comparse..e puoi trovarne conferma su tripadvisor, dove (almeno io) mi facciod elle grasse risate a leggere le valutazioni e a vedere i piatti vecchi che ritornano. Io punterei piuttosto il dito ad alcuni ristoratori che hanno solo bisogno di rinfrescare il locale…per poi tornare a cucinare la stessa merda.

  12. Escapismo. Il motivo per cui la gente guarda è l’escapismo. Come per tutta l’arte o quasi

  13. Mah che il format sia studiato è il minimo, d’altronde se non c’è una narrazione studiata affinchè la presenza del protagonista comporti un cambiamento il programma è tecnicamente inutile. Quello che mi da fastidio è che quando prendiamo i format esteri dobbiamo sempre banalizzarli all’estremo.
    Se volevano fare cucine da incubo dovevano prendere un cuoco carismatico, stronzo, irritante, arrogante e disgustoso, non un piacione guaglione meridionale che cerca di sembrare simpatico ad ogni costo!!!

    Perchè in Italia bisogna sempre essere simpatici ad ogni costo non si è mai capito!!!
    L’originale è mille volte meglio sia a livello di recitazione che di impatto.
    Che un programma non faccia miracoli è cosa risaputa, d’altra parte chi vi partecipa di norma lo fa per pubblicità, mica perchè spera che un cuoco famoso diventi il Messia e stravolga le cose dal nulla, ma almeno farlo bene sto programma!!!!

  14. Ho pensato anch’io a queste cose, più o meno… Tuttavia la TV è sempre stata un po’ finta, ci sta anche fare ste messinscene (sempre che lo siano, eh?)
    (Tra l’altro, dove li vanno a pescare tutti sti ristoranti scabecci?)
    Comunque la trasmissione non è malaccio, anche se si dovesse trattare di una serie di fiabe…
    [Solo una cosa. Dici di non fidarti di nulla in TV, ma di fare eccezione dei TG. Io non mi fido più manco dei TG…]

  15. Tutto giusto, ciò che hai scritto, ma pecchi di una cosa: non hai capito che sono gli stessi ristoratori a chiedere “aiuto”, così come succede in “Cucine da Incubo USA”, dove lo chef ultra-stellato Gordon Ramsay va in giro per l’america ad aiutare ristoranti sull’orlo dell’abisso a risorgere e rimettersi in carreggiata. Sono gli stessi proprietari, o qualcuno dello staff a volte, che chiedono aiuto al programma per riuscire a capire cosa non va. Il fatto che poi sia tutto “recitato” è una cosa nostra, italiana, per fare in modo erroneo più “spettacolo”.
    Io le puntate le ho viste tutte, sia della serie Americana, che quella Italiana e quella Inglese (dove è sempre Gordon Ramsay a fare da giudice) e ti posso garantire che in più di una occasione Canavacciuolo ha trovato dei piatti buoni che gli piacevano certo, una goccia del nell’oceano, ma a volte è capitato, così come è capitato anche a Gordon Ramsay di trovare 1 o anche 2 piatti che gli sono piaciuti in mezzo alla marea di schifo che ha assaggiato.

  16. Sicuramente è più vero del TG ??? sono anni che le notizie vengono pilotate in TG!!!
    Avrà anche lo stesso schema ma è un programma televisivo quindi non può essere diversamente.
    I gestori dei locali sono abituati a fare le cose in certo modo quindi la sporcizia in giro non la “vedono” …se uno è abituato a cucinare toccandosi il culo continuerà a farlo…
    I menu non sono mai nuovi, rimangono sempre le stesse cose cucinate o servite in un altri modi.
    Per quanto riguarda le lezioni di psicologia? Se uno ti fa vedere dove sbagli…nella maggior parte dei casi cerchi di non sbagliare, altrimenti resti un pirla.
    La cosa importante è che se non vengono seguiti consigli c’e ben poco da fare…se il locale era su orlo di chiusura, la colpa è del titolare!!!
    P.s: ho fatto la cameriera per un bel po’ di anni e ti posso assicurare che sono veramente pochi i ristoranti dove sono tornata come cliente…

  17. Non ne hai parlato male, hai solo evidenziato ciò che sfugge: in televisione ormai non ci vai senza liberatorie, provini o invito… aggiungo che, oltre a meritarsi recensioni negative da Trip Advisor (montatura anche quella visto che ci hanno tolto un recensione reale per lasciarne una falsa… da allora non lo utilizzo più… una farsa anche quella… idea per una prossima recensione… pensaci!) I ristoratori aumentano i prezzi alle stelle facendoti mangiare bene ma pochissimo… per questo lo chef riesce ancora a mantenersi la Villona sul lago d’Orta?

  18. Io lo guardo perchè mi fa sbellicare dalle risate. Anche perchè sentir parlare Cannavacciuolo, con tutti i suoi errrori di dizione, è meglio di una commedia dei Vanzina. Quanto al resto la TV è ormai piena di spazzatura del genere. Che siano alberghi, ristoranti, bar, case, pasticcerie e chi più ne ha più ne metta, il copione è sempre lo stesso. E nella maggior parte dei casi, ci rimettono gli esercenti.
    Questa estate sono andato in Puglia in vacanza e mi sono ritrovato a mangiare in un ristorante che aveva gareggiato nella trasmissione di Alessandro Borghese 4 Ristoranti. Il proprietario ci ha spiegato il funzionamento. La produzione del programma ti contatta e ti chiede se vuoi partecipare. Non ti danno nemmeno il becco di un quattrino ed in più, di tasca propria, devono rimetterci il pranzo per i 4 giudici (3 portate a scelta ciascuno + vino e bibite). E come se non bastasse, per il giorno in cui viene girata la puntata, al ristoratore viene imposto che deve riempire la sala con conoscenti (o deve fare almeno 20 coperti) e deve pure servirgli almeno una pietanza. Sempre gratis. Questo per rendere più credibile il contorno. Morale della favola: il ristoratore ci ha rimesso circa 500 euro di materie prime, ha dovuto tenere il ristorante chiuso al pubblico per 2 giorni (quindi un mancato guadagno) e come se non bastasse ha avuto pure giudizi negativi dai giudici che hanno portato una flessione nella sua clientela.
    Senza contare, ma questa è stata solo una impressione del ristoratore, che il vincitore della puntata viene scelto a priori dallo stesso Borghese mentre gli altri 3 ristoratori fanno solo da tappezzeria sperando in un ritorno di immagine.
    Concludendo, io non so se ai partecipanti di Ristoranti da incubo davvero rinnovano il locale. Mi riesce davvero difficile crederlo visto che questo genere di trasmissioni viene fatto con un basso budget produttivo che finisce quasi tutto nelle tasche dei Cannavacciuolo di turno e della troupe che ci lavora. Sta di fatto che sono convinto che non esitano a sfruttare situazioni anche brutte e non esitano ad asfaltare le persone pur di vendere poi il prodotto ad emittenti televisive.

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